Praga

17/20 Marzo 2013

(Per chi ha fretta di leggere tutto, veda direttamente i ‘tips’ in “Idee e Consigli”)

Forse il primo weekend organizzato davvero last minute: un cambio di programma e, anziché un weekend in montagna, il mercoledì sera avevamo in mano i biglietti per il volo della domenica su Praga.

Non sono una fan dei last minute: lo dimostra il fatto che le offerte low cost erano pressoché inesistenti dato che eravamo troppo sotto data. Abbiamo quindi optato per la linea: Volo con Csa da Malpensa alle 14.00, con rientro il mercoledì mattina alle 07.00 (perfetto perché quello stesso pomeriggio lavoravo). Il tutto per  180.00 €, che per essere volo di linea ci può stare…. ma per i miei standard un po’ meno. Prenotazione tramite Volagratis, ma anche prenotando direttamente sul sito Czech Airlines la tariffa non era diversa.

Per l’alloggio mi sono affidata a Booking.com, tramite un offerta Non Refundable, prenotando l’ultima camera disponibile presso la Pension Platan, per la mirabolante cifra di 12.80 € a persona a notte, colazione inclusa.

(per la recensione dell’hotel vai alla sezione ‘Alberghi, B&B and co.’)

 

DOMENICA 17

La levataccia classica mi è quasi mancata. Strano prendere un volo a metà giornata. C’è chi mi ha detto che così avrei sprecato tempo: sicuro, ma vi assicuro che per vedere Praga anche in modo non troppo sommario, 2 giorni e mezzo sono sufficienti.

Come parcheggio la mia scelta è ricaduta su Parking Malpensa: forse non uno dei più vicini all’aeroporto, ma con tariffe vantaggiose (il minimo di 3 giorni costa circa 5 euro in meno degli altri parcheggi).

Il volo è stato puntuale: un’ora di crociera filata via grazie anche al bel  tempo. Per quel poco che è durato, non posso lamentarmi dell’efficienza della compagnia.

Una volta atterrati, abbiamo optato per lo shuttle come trasferimento in centro. In realtà la scelta più economica era quella di prendere il bus pubblico, al costo di un euro e poco più (32 czk), ma considerato che poi c’era da cambiare con la metro e io sono un pochetto ‘comodina’, abbiamo preferito spendere 150czk (06.00 €) e prendere il minibus della Cedaz (ogni ’00 e ’30 di ogni ora – dalle 7 alle 22 – biglietti acquistabili al gabbiotto dei taxi – only cash). In 20 minuti eravamo in Namesti Republiky alle porte della città vecchia.

Appoggiati i bagagli ci siamo diretti immediatamente verso Stare Mesto, il quartiere vecchio: la zona migliore da v011isitare quando si è sotto sera. Sia per la spettacolarità, che per il fatto che molte cose sono visitabili solo dall’esterno. Percorriamo la via Celétna, sempre più piena di negozi per turisti, fino alla Staromestske Namesti, la piazza del municipio. Qui scopriamo che dal giorno prima era iniziato il mercatino di Pasqua (sì a Praga non c’è solo quello di Natale): la piazza era dunque tutta addobbata con rami fioriti e casette che proponevano souvenir, ovetti per l’albero di Pasqua e leccornie varie. Arriviamo giusto in tempo per iniziare le visite con l’orologio della torre del municipio che, ogni ora, fa mostra di sé con una serie di statue lignee semoventi. Stava scendendo il buio e vedere i monumenti illuminarsi è stato uno spettacolo davvero unico. La chiesa di santa Maria di Tyn illuminata rimane una delle immagini più vivide di tutto il viaggio. Fondamentalmente il grosso del quartiere sta nella piazza. Il resto è un insieme di vie e vicoletti pieni di negozi e ristoranti (che costano esattamente il doppio che in qualunque altro angolo della città). Si può passeggiare a caso anche cercando di perdersi: ci si ritroverà immancabilmente nella piazza.

La nostra passeggiata è proseguita fino al Ponte Carlo. Anche in questo caso, il favore della sera e delle luci ha regalato un colpo d’occhio decisamente migliore che durante il giorno. Purtroppo i lampioni sono posti tra una statua e l’altra, quindi era impossibile osservarle nel dettaglio. Abbiamo così rimandato alla mattina dopo.

Dopo una cena tipica in uno dei ristoranti nei pressi della piazza, l’U Zlate Konovice, siamo rientrati in hotel tornando verso Namesti Republiky per i vicoli meno battuti, scoprendo così il graziosissimo Ungelt , l’ex chiostro della chiesa di Tyn e un tempo mercato dei tedeschi, oggi piazzetta chiusa da case barocche e ospitante 2 pub di musica dal vivo, e un paio di negozietti caratteristici (marionette, erboristeria) che sarebbe stata meta per lo shopping nei giorni successivi.

(per la recensione dei ristoranti vai alla sezione ‘Cucina e sapori’)

LUNEDI 18

Dopo la colazione in camera, ci rimettiamo in marcia alla volta del castello o Hradcany, che ci avrebbe impegnato tutta la mattina. Abbiamo deciso di percorrere tutta la città a piedi e vi assicuro che, se avete un buon passo, la cosa è fattibilissima.

Siamo quindi ripassati per Stare Mesto, evitando questa volta la piazza per passare vicino al Carolinum (sede dell’Università) e al Teatro degli Stati di Praga, che di per sé non è un edificio di architettura particolarmente rilevante, ma è famoso per aver ospitato la prima del Don Giovanni di Mozart. A memoria di questo, a destra dell’ingresso, si trova un’inquietante statua del Commendatore che, essendo io amante dei dettagli macabri o misteriosi, ho decisamente apprezzato.

Come ripromesso abbiamo poi esaminato il Ponte Carlo con attenzione: le statue ritraggono per la maggior parte Sa050nti legati alla storia della nazione (San Venceslao, patrono della Repubblica, Santa Ludmilla, San Giovanni Nepomuceno ecc). L’ultimo citato è particolarmente importante per Praga in quanto le sue spoglie si trovano nella cattedrale. E infatti l’unica statua ad avere di fianco una targa in ottone che ritrae il momento del martirio del santo (oggi preso d’assalto dai turisti che la sfregano come portafortuna e dalle coppie che vi appendono innumerevoli lucchetti).

La salita al castello ci ha visto effettuare una tappa pressoché obbligata in Malostranske Namesti o piazza del quartiere piccolo, non tanto per la piazza in sé, ma per la visita alla chiesa di San Nicola. Forse la chiesa più grande e vistosa insieme alla cattedrale. (ingresso 85 czk – 3 € circa) E’ interamente barocca, e decisamente kitch grazie al mix di marmo rosa e stucchi d’oro. Particolarità interessante: è possibile salire al gineceo per avere una visione più complessiva dell’unica navata e un incontro più ravvicinato con l’imponente organo.

Da Malostranske Namesti, imbocchiamo una ripida scalinata fino al piazzale antistante il complesso del castello. Al cancello ci sono 2 guardie in quanto uno degli edifici è anche sede e residenza del Presidente ceco. Alle 12.00 è possibile assistere al cambio della guardia, cosa che però noi abbiamo evitato. Ci sono vari tipi di biglietti, in base a quello che si vuole visitare. Noi abbiamo acquistato quello per il tour lungo (350 CZK – 14.00 €) e il prezzo vale la visita. Sono compresi tutti i monumenti eccetto il tesoro della cattedrale. Il monumento che più di tutti merita la visita del complesso, secondo me comunque, è la cattedrale d061i San Vito: un capolavoro di architettura gotica. Oltre alle navate principali (da ammirare le vetrate, in particolare la terza a sinistra disegnata da Alphonse Mucha e la tomba in argento massiccio di San Giovanni Nepomuceno) è possibile visitare la cripta e, con un supplemento, la torre più alta. Il biglietto include anche la visita al museo storico del castello. Purtroppo la storia della repubblica Ceca passa per lo più inosservata agli italiani, se non per un paio di sovrani e, soprattutto per il periodo del ‘900 sotto la dominazione, prima nazista e poi comunista. L’allestimento del museo (che si sviluppa al piano interrato, sotto il cortile ed è stato inaugurato pochi anni fa) dà informazioni davvero particolareggiate.

Dopo aver visitato la torre delle polveri (che contiene una collezione di divise militari) e la chiesetta di S072an Giorgio in stile barocco, si arriva all’altra chicca del complesso del castello: il vicolo d’oro. Si tratta di una serie di graziose casette una di colore diverso dall’altra, un tempo case popolari di chi lavorava nella zona del castello e, secondo la leggenda, abitata poi da una serie di alchimisti al servizio di Rodolfo II, il sovrano dedito all’esoterismo che farà guadagnare alla città l’appellativo di ‘magica’. Le casette in sé sono una bella trappola per turisti, dato che ospitano tutte negozietti di souvenir e prodotti tipici. Per chi non lo sapesse, invece, è possibile salire sopra le casette, in un passaggio di ronda coperto dove è allestita una piccola esposizione di armature (non tutte originali in effetti) e dove (sempre per amore del caro turista) è possibile mettersi alla prova nel tiro a segno con la balestra…davvero divertente !! 3 tiri -> 2.00 €

La visita del castello termina con la torre Dalibor, la prigione. Più che l’allestimento in sé (una sala centrale con alcuni strumenti di tortura e piccole celle che si aprono intorno ad essa), è bella la storia del nome che porta: pare che derivi da un abitante di Praga imprigionatovi per aver dato rifugio a dei ribelli. Dalibor suonava il violino in cella e le sue note si diffondevano nelle corti del palazzo. Dopo l’esecuzione, e ancora oggi, sembra che in certe notti le note del violino risuonino ancora nei pressi della torre….che fascino !!!

Essendo ormai ora di pranzo, ci siamo spostati a piedi verso il monastero di Strahov, che rimane sulla cstrahovollina del castello. Abbiamo pranzato presso la birreria del convento, la ‘Klasterni Pivovar’ per approfittare della loro birra tipica. Prima di lasciare la zona siamo entrati nel monastero: l’unica cosa visitabile è la biblioteca.  Si viene forniti di informazioni scritte nella propria lingua. Il biglietto costa 85 czk /(2,90 €) Si tratta di 2 sale una piccola (detta della filosofia) e una più ampia che risalgono a circa 800 anni fa e contengono qualcosa come 130.000 volumi. I soffitti sono decorati da affreschi barocchi: una vera meraviglia. L’anticamera delle sale ospita una serie di oggetti curiosi e animali impagliati tra cui 2 peni di balena (!!!)

Prima di scendere dalla collina del castello, ci fermiamo a visitare il santuario detto Loreta. Il costo mi sem084bra un po’ alto per una chiesa:  130 CZK circa 05.00 €. Oltretutto è una perfetta riproduzione della casetta conservata all’interno del santuario di Loreto in Italia. Chi ha visto l’original one, può anche trascurare questo monumento.

Scendiamo quindi dal colle verso Mala Strana, o quartiere piccolo. Per una visita al di là della Moldova. Sarà che aveva cominciato a nevicare, ma non siamo rimasti particolarmente entusiasti. Penso che la parte più pittoresca sia la zona dell’isola di Kampa col suo mulino ad acqua e il piccolo parco che ospita il museo di arte moderna. Col sole è davvero grazioso…col cielo grigio e la neve un po’ meno. Facciamo una breve visita alla chiesa della Vergine Maria della Vittoria, che conserva una stutuina del Bambin Gesù, particolarmente venerata e a cui i vari paesi del mondo hanno donato dei vestitini di rappresentanza…..un po’ come al Mannken Pis di Bruxelles. Ultima visita su questa sponda del fiume al muro di John Lennon. Ci sono rimasta abbastanza male. E’ sì un muro pieno di graffiti e murales su Lennon e la pace, ma una decina d’anni fa era diciamo, più ordinato, e i murales erano davvero belli. Ora writer dopo writer è divenuto un’accozzaglia di linee e colori che difficilmente si potrebbe osservare senza pensare che si tratta di vandalismo.

La neve proseguiva incessante. Passiamo una mezz’oretta in una pasticceria nei pressi della Staromestske Namesti e, verso le 19, ci dirigiamo all’ufficio turistico dove avevamo prenotato un ghost tour. Avevo prenotato sul loro sito (www.mcgeesghosttours.com). Le visite sono solo in inglese (in italiano vengono organizzate solo per gruppi precostituiti) alle 19 o alle 21. Noi abbiamo scelto il ghost tour + escursione nei sotterranei del municipio, pagando tutto on line da casa (costo di 400 CZK – 15.00 € a persona). Si tratta di una passeggiata di un’ora e un quarto per Stare Mesto, al seguito di una ragazza abbigliata in stile vittoriano e un po’ gotico, che si ferma negli angoli più curiosi raccontando storie di fantasmi legate alla città di Praga: dal racconto del costruttore dell’orologio della piazza, alla leggenda delle 27 croci sul pavimento di fronte al municipio, a ricordo dei nobili decapitati perché considerati ribelli. La neve scendeva copiosa, ma ammetto che con le luci della sera creava un’atmosfera davvero surreale. L’ultima parte del tour si svolge nei sotterranei del municipio. Non è una vera e propria visita guidata: ci si muove al buio con l’aiuto di lampade alogene per vedere sì gli ambienti, ma soprattutto nella speranza di intravedere qualcosa di soprannaturale. Ovviamente non abbiamo visto nulla…..però te la raccontano davvero bene !!

Finito il tour alle 21.00 ci siamo spostati presso la birreria U Tri Ruzi per un boccone e poi subito a nanna: è stata una giornata davvero impegnativa !!!

MARTEDI 19

Anche oggi prima colazione in camera. La mattina viene dedicata allo Josevof, il quartiere ebraico. Trovo che sia la visita più caratteristica in quanto i vari monumenti (inclusi in un unico biglietto) sono dislocati in diversi punti del quartiere, quindi, nel visitarli tutti, si effettua anche una piacevole passeggiata. Il biglietto cumulativo è acquistabile presso la sinagoga Klausen e comprende tutti i monumenti tranne la Sinagoga Vecchia-Nuova ( 480 CZK – 17,50 € ).

Decidiamo di acquistare un biglietto combinato che includa tutto e iniziamo la visita dalla Chovra, l’antico edificio per la102 preparazione dei defunti (una sorta di camera ardente), oggi divenuta museo. Vale la pena di visitare tutte e 5 le sinagoghe perché a parte la Klausen e la Maisel, molto simili tra loro, le altre hanno tutte caratteristiche differenti: la sinagoga Vecchia-Nuova è considerata la più importante, sia perché è la più antica (quella vecchia ‘vecchia’ è andata distrutta), sia perché si dice costruita con le pietre del tempio di Gerusalemme. Si può osservare quanto fosse più basso il livello stradale al tempo della costruzione dato che per entrarvi è necessario scendere una serie di gradini. La sinagoga Pinkas invece, restaurata di recente, vede le sue pareti completamente ricoperte dai nomi degli ebrei cechi finiti nei campi di concentramento….circa 78.000…davvero una grande pazienza dato che sono tutti scritti a mano!! Quella più spettacolare è di sicuro la sinagoga spagnola: con architettura quasi moresca, differisce per il caleidoscopio di colori delle pareti e del soffitto. H114do lasciato volutamente alla fine il cimitero, perché secondo me rimane il fiore all’occhiello del quartiere: di per sé non è vastissimo, ma le lapidi sono così fitte che non è possibile passarvi in mezzo. Sono innumerevoli: tante di queste riportano, oltre a simboli della religione ebraica, anche immagini relative all’attività del defunto. Entrando c’era un leggera nebbiolina e un sottile strato di neve che faceva da contorno alle tombe. Se fossi stata in Romania, mi sarei aspettata di vedere un qualche vampiro vagante! La sepoltura più importante è quella del rabbino Löw, famoso perché, secondo la leggenda, è stato il creatore del Golem.

Tra una sinagoga e l’altra siamo voluti andare a prenderci un caffè al Caffè Kafka, dove si dice che lo scrittore si recasse abitualmente. C’ero già stata una decina d’anni fa: che delusione scoprire che era stato sventrato e riallestito in chiave moderna facendo scomparire quella sensazione di primi ‘900 che il mobilio in legno regalava. Il tutto opera di…italiani !! No Comment !!!!

Per il pranzo ci siamo spinti fino alla Moldova, presso il ponte Checov, punto di riferimento per tutti i battelli f161aluviali in partenza. Avevo prenotato da casa una minicrociera con pranzo (www.prague-boats.cz  – per 690 CZK, circa 25.00€ ). Il tutto acquistabile con carta di credito, una volta saldata la prenotazione ci viene indicato il molo dove attraccherà il nostro battello. Si, lo so, è terribilmente turistico, ma essendo anche particolarmente abbordabile, abbiamo pensato che vedere alcuni monumenti da un punto di vista differente non doveva poi essere così male. Abbiamo scelto apposta il tour col pranzo per guadagnare tempo. La crociera è durata 2 ore. Essendo Marzo saremo stati non più di 10/12 passeggeri, quindi ogni coppia aveva un tavolo tutto per sé. Il pranzo (bevande escluse) era a buffet rigorosamente composto da piatti locali (gulasch, gnocchi di pane, involtini di prosciutto ecc) allietato da una fisarmonicista che alternava musiche tradizionali ai temi del Padrino e del Titanic. Dal ponte Checov, il battello è sceso contro corrente per passare davanti al castello e sotto al Ponte Carlo (direi il monumento migliore da vedere dal fiume, più che altro perché lo si vede da un’angolazione diversa);  prosegue poi costeggiando l’isola di Kampa fino a Novo Mesto, passando di fronte al teatro Nazionale e all’edificio contemporaneo rinominato ‘Ginger e Fred’, perché sembrano due palazzi che ballano tra loro. Il giro si spinge fino alla fortezza di Viserhad (che purtroppo non abbiamo potuto visitare vista la mancanza di tempo).

Al termine siamo tornati a piedi fino alla Staromestske Namesti percorrendo la Parizska Trida (Via Parigi)….praticamente la Via Condotti praghese non soffermandoci più di tanto di fronte alle vetrine di boutique dai nomi decisamente noti e quasi tutti italiani.

Abbiamo deciso di dedicare il pomeriggio a Novo Mesto. Prima di arrivare però in Piazza Venceslao, ci siammuchao fermati per la visita al Museo Alphonse Mucha (180 CZK – 06,50 € circa – aperto tutti i giorni 10.00/18.00).  Non è un museo che consiglierei a chiunque in quanto la metà dei pezzi esposti sono stampe delle sue locandine, ma essendo io amante del liberty non me lo sono voluta perdere. E’ allestito in 5 sale con opere ordinate cronologicamente, dalle prime allegorie alle pubblicità e cartelloni teatrali realizzati quando l’artista si trovava a Parigi, ai manifesti politici dopo il suo ritorno a Praga.

La visita è quindi proseguita fino a Vaclavske Namesti (Piazza Venceslao), che deve il nome sì al monu175mento su uno dei lati della piazza ovale che ritrae il Santo protettore di tutta la Repubblica Ceca, ma che in realtà è famosa per essere stata teatro degli avvenimenti più importanti della storia del ‘900: dall’occupazione nazista, a quella comunista, alla Primavera di Praga. Proprio a proposito di quest’ultima, ho sempre trovato toccante il monumento posto di fronte al Museo Nazionale che commemora Jan Palach, studente che si dette fuoco ne ’69 per protesta all’occupazione russa e che diede il via all’ultimo movimento citato. Dopo aver percorso tutta la circonferenza della piazza, ci siamo fermati per una sosta al Grand Hotel Europa che, negli anni ’20, era il più in voga della città e conserva ancora oggi un bellissimo arredamento Art Déco (peccato che il piano superiore coi tavolini vicino alle vetrate liberty non fosse accessibile).

Al di là della piazza però Nove Mesto non offre molto: qualche chiesa di minore importanza e il Museo nazionale che è quasi tutto dedicato alla Storia Naturale. Torniamo quindi sul lungofiume per scattare qualche foto al castello con la luce del tramonto. Acquistiamo qualche piccolo souvenir e restiamo in zona per cena per provare la famosa birreria U Fleku, la più antica della città. In breve comunque: 10 e lode per atmosfera, cibo e, soprattutto, birra !!!!

Rientriamo a piedi in hotel. Stasera a nanna presto. Il mattino seguente prendiamo un taxi in Namesti Republiky fino all’aeroporto, perché la navetta presa all’andata cominciava ad operare solo dalle 07.00 (prezzo per la tratta 660  CZK, circa 23.00€)

Piccola nota di demerito alla Czech Airlines. Era obbligatorio fare il check in self service alle loro macchinette (avevo tentato di farlo on line o scaricando l’app sul telefono, ma senza successo); dopo la terza macchinetta non funzionante l’addetto che era accorso in nostro aiuto si è rassegnato e ci ha mandato al banco. Questo però ci ha fatto perdere tempo e ci siamo imbarcati senza mangiare nulla….pace.

Alla fine, anche se organizzata in una sera 3 giorni prima di partire e con poco tempo a disposizione, penso di essere riuscita a vedere e sperimentare tutto il possibile e questo è l’importante.

(per le foto più belle del viaggio vedi la sezione “Foto &Video”)

 

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