Slovenia tour

10/15 Settembre 2012

(Per chi ha fretta di leggere tutto, veda direttamente i ‘tips’ in “Idee e Consigli”)

Incredibilmente questa volta abbiamo deciso di andare via in 4. Volevamo fare qualcosa di più corto di una settimana e abbastanza economica. Avevo pensato a qualche meta da raggiungere in macchina, quindi Francia, Austria o Slovenia (la Svizzera per motivi di cambio era stata scartata a priori). Tra le 3 mete, quella che ovviamente sembrava meno costosa era la Slovenia. Essendo in 4 ho voluto organizzare qualcosa di meno culturale del solito, ma che comunque ci permettesse di vedere alcuni dei punti principali senza fare, per altro, troppi chilometri al giorno.

L’itinerario quindi si sviluppava nella parte della Slovenia settentrionale, toccando punti come Postumia, Bled, Lubiana e inoltrandosi  nell’interno fino a Dolenjske Toplice, dove ci sono delle terme fantastiche. Avremmo alternato visite culturali a visite naturalistiche con un pizzico di avventura e un po’ di relax.

I pernottamenti sono ricaduti su 2 catene di hotel rinomate in Slovenia: i Sava a Bled e i Terme Krka a Dolenjske Toplice, mentre il primo pernottamento nei pressi delle grotte è stato fatto in agriturismo. Non c’è che dire: ovunque c’è un ottimo rapporto qualità prezzo

 (per la recensione dell’hotel vai alla sezione ‘Alberghi, B&B and co.’)

LUNEDI’ 10

Siamo partiti verso le 05.30 con destinazione Postumia. Avevo prenotato la visita alle grotte per le 10.00 (www.postojnska-jama.eu) Per evitare di essere inglobati in un gruppo turistico troppo numeroso, ho deciso di prenotare un’escursione individuale che, oltre al giro classico, comprendeva la visita all’abisso della Pivka e alla Grotta Nera che, stando al sito, erano visitabili anche da trekkers non esperti. Nella stessa prenotazione avevo incluso la visita al Castello di Predjama che avremmo effettuato al pomeriggio. Ho fatto tutto tramite mail e ho prepagato in anticipo. Il tutto è costato 54.00 € a testa.

Alla frontiera è necessario fermarsi alla prima area di servizio per acquistare la vignette. Costa 15.00 € ed è valida per una settimana sulle autostrade solvene.

Arriviamo alle Grotte di Postumia (tutti i giorni dalle 09.00 alle 18.00 con visita guidata obbligatoria a orari fissi) per le 09.45. Presentando il voucher alle casse ci hanno chiamato la guida che sarebbe rimasta con noi tutta la mattina (è stata un a visita di 3 ore). Siamo stati fortunati dato che ci si è presentato un signore, Alessandro Adam, sulla cinquantina amante del rock e del metal come noi….abbiamo avuto di che parlare. L’ingresso alle grotte è stato uguale per tutti. Siamo saliti sul trenino insieme ad un gruppo di turisti. Il trenino impiega circa 5 minuti per arrivare nel cuore della montagna da cui parte il percorso pedonale. E’ molto suggestivo anche perché il passaggio sotto alcuni archi di pietra è davvero basso!!  E’ stato emozionante vedere la nostra guida che, anziché seguire il gruppo e il percorso classico, ci ha fatto attraversare un passaggio dove l’ingresso ai visitatori era vietato. Abbiamo così potuto passeggiare attraverso le zone principali del percorso completamente soli! C’era una eco incredibile….ad un certo puntosiamo passati attraverso un altro passaggio chiuso al pubblico che esulava dal percorso classico. Da qui siamo arrivati ad un1e tunnel artificiale utilizzato dai soldati nella prima guerra mondiale; attraversandolo siamo arrivati alla grotta Nera. Immensa e scura: chiamata così a causa della fuliggine creatasi dai falò dei pastori e depositatasi sulle pareti. Dalla Grotta nera si arriva poi all’ingresso dell abisso della Pivka: una meravigliosa voragine verticale nella quale è possibile scendere attraverso una scala scivolosa, ma non pericolante. E’ lunga circa 2 km e arriva fino al fiume Pivka che scorre sotterraneo per alcune centinaia di metri prima di incanalarsi sottoterra. E’ stato veramente un giro fantastico. All’uscita la nostra guida, saputo che avremmo visitato anche il castello di Predjama, ci ha ‘regalato’ la visita alla grotta sotto il castello. Un vero mito !!!

Finita la visita ci spostiamo dunque in auto di una decina di chilometri, raggiungendo il castello di Prejama1q.(tutti i giorni dalle 09.00 alle 18.00 ad orari fissi) Mangiamo un panino e ci apprestiamo alla visita. La visita del castello è libera, ma l’ingresso è ad orari prestabiliti. E’ legato alla leggenda del Conte Erasmo che vi si rifugiava dopo aver compiuto scorrerie nelle zone limitrofe. Si tratta più di una fortezza che di un’abitazione e la sua particolarità è che è stata costruita per metà all’interno di una grotta. La struttura interna si sviluppa in verticale e vede poche sale per ogni piano e diversi livelli. L’arredamento è scarso, ma ci sono particolari interessanti come la prigione, la cappella e il gabinetto. Dal terrazzo all’ultimo piano si accede all’interno della grotta dove, tra l’altro, si trova una cisterna. E’ bellissimo guardare il panorama dalla fenditura nella roccia. Da qui partiva una serie di gallerie che venivano utilizzate dal conte Erasmo senza essere visto (e che fu abbattuto invece proprio all’interno del castello mentre si trovava…..al gabinetto).

Finita la visita facciamo presente all’ingresso che ci hanno omaggiato del tour alla grotta sotto il castello. Questa è stata davvero un’avventura! Prima di entrare ci hanno dotato di torcia elettrica, perché all’interno della grotte non c’è illuminazione. Il giro è breve, dura circa 20 minuti ed ha un costo aggiuntivo rispetto al castello. Ne è assolutamente valsa la pena!! Si parte da un’area che veniva utilizzata come scuderia e poi, attraverso passaggi e cunicoli con terreno sconnesso, si sale di circa 50 metri per sbucare su un sentiero sopra il castello. Il punto più affascinante è la salita tramite una scala di metallo che dà letteralmente sul vuoto e che arriva ad una zona della grotta abitata da una colonia di pipistrelli. Adatta a chi vuole provare un brivido di adrenalina e non ha paura del buio!!

Verso le 17.00 ci siamo quindi diretti verso il nostro agriturismo. Non è stato semplicissimo trovarlo dato che non avevamo il navigatore, ma chiedendo un po’ qua e un po’ là, ci siamo arrivati. E’ a conduzione familiare e ci vive una famiglia allargata. Il resto della giornata è trascorso in relax, passeggiando nei boschetti lì intorno e giocando a pallone. Bellissima l’atmosfera creatasi poco prima di cena, quando qualcuno della famiglia ha tirato fuori una fisarmonica e hanno suonato canzoni folkloristiche per una mezz’ora. Cena tipica a base di menu fisso e poi tutti a nanna

(Per la descrizione e il commento sull’hotel, vedi la sezione ‘Alberghi, B&B &co.’)

 

MARTEDI’ 11

La destinazione di oggi era il lago di Bled. Le strade sono ben indicate e i punti principali  sono raggiungib3eili senza navigatore. Sono 110 Km e, partendo con calma, arriviamo a metà mattina. Facciamo check in presso l’hotel Savica su una parallela del lungolago, e andiamo subito nell’hotel di fronte, il Golf, un 4 stelle della stessa catena, dove abbiamo prenotato alcuni trattamenti presso il loro centro benessere.

A Bled il turismo è in genere di età media abbastanza alta, perché la gente ci si reca per relax e trattamenti. Da vedere c’è il castello, arroccato su uno sperone di rocca proprio sopra il lago ed è possibile effettuare gite in imbarcazioni tipiche che portano fino all’isola al centro del lago per 12.00€ circa. Noi però abbiamo pensato bene di movimentare la visita.  Abbiamo noleggiato delle bici in hotel per 03.00 € all’ora  e da lì ci siamo fatti tutto il periplo del lago che, per la maggior parte è ciclabile. Abbiamo anche tentato di mangiare qualcosa in uno dei bar sul lago, ma dato che ormai erano le 14.30 non servivano più da mangiare. E’ un aspetto che ho riscontrato anche altrove. Nel rispettare gli orari sono più vicini agli svizzeri che agli italiani, anche a scapito loro, dato che noi avremmo mangiato volentieri.

Finito il giro in bici, le abbiamo riconsegnate, ci siamo cambiati alla svelta e siamo tornati sul lago dove, tra le 3Ualtre attività era possibile noleggiare dei kayak. Ne abbiamo presi 2 doppi per 05.00 € all’ora. Con questi abbiamo pagaiato fino all’isoletta centrale. E’ stato davvero di soddisfazione arrivarci con le nostre forze!!  L’isolotto ospita un bar, un negozio di souvenir e una chiesetta. Dato che parecchia gente arriva sull’isola vestita in modo poco appropriato per un luogo di culto, hanno pensato bene di tenere il portone centrale spalancato ma chiuso da una vetrata, così da rendere possibile la vista dell’interno anche senza entrare (e comunque non è niente di eccezionale). Il rientro a terra è stato abbastanza frettoloso, perché si stava avvicinando un bel temporale. Quel pomeriggio siamo poi passati dall’ufficio della Triglav per saldare l’escursione del giorno successivo.

Abbiamo finito la giornata nelle piscine dell’hotel Golf, prima del nostro massaggio. Purtroppo, avendo finito tardi e pur avendolo segnalato alla reception, non ci è stato possibile cenare anche se avevamo trattamento di mezza pensione. Un po’ contrariati siamo andati in un ristorante vicino agli hotels che si è rivelato molto tipico e con un menu vario e piatti gustosi: il che ha risollevato gli animi di tutti.

MERCOLEDI’ 12

Alle 08.00 eravamo già nella hall dell’hotel. Con un pelo di ritardo si è presentato il nostro pullmino  che ha rac3xacolto 10 persone per il tour di quel giorno. Avevo prenotato via mail questo tour denominato Emerald River Adventure, presso l’agenzia 3Glav (www.3glav-adventures.com). Il tour, di un’intera giornata, era costato 100.00 € e comprendeva un tour sulle montagne intorno a Bled, un’escursione nel Parco Nazionale del Triglav (in italiano: Tricorno), l’unico parco nazionale sloveno, fino alla foce del fiume Isonzo, 2 ore di discesa in rafting sempre sull’Isonzo e il rientro in treno.

La nostra prima tappa è stata il lago di Bohini, un piccolo specchio d’acqua circondato da  montagne, dove si trova la statua di uno stambecco, anche se loro dicono che è un camoscio, che fa parte della leggenda legata al parco. Zlatorog, il camoscio bianco dalle corna d’oro, sorvegliava un tesoro custo3xddito sulla vetta di un monte nel parco del Triglav. Se ferito, il sangue versato dell’animale faceva sbocciare un fiore che gli avrebbe ridato nuova vita. Un cacciatore, cercò di abbatterlo per ottenere il tesoro, ma lo ferì solamente. Il sangue sgorgato dalla ferita fece sbocciare la rosa del Triglav, che risanò il camoscio che, indignato, distrusse tutto il territorio rendendolo roccioso e se ne andò lontano. Per questo si dice che il tesoro sia ancora sepolto da qualche parte. La rosa del Triglav invece è tutt’ora visibile sulle sponde del lago.

Il viaggio è proseguito verso il passo di Vrsic, la cui strada è stata costruita durante la prima guerra mondiale. Si tratta del passo più alto della Slovenia (1611 m). In questa zona abbiamo tentato una breve escursione a piedi, lungo un sentiero che portava ad alcuni resti di fortificazioni belliche del periodo 15/18, ma il brutto tempo ci ha bloccato. La nostra guida ci ha chiesto se volevamo rientrare a Bled dove ci avrebbe rimborsato. Per fortuna era un gruppo di temerari (tanto per cambiare eravamo gli unici italiani con degli inglesi, dei francesi e degli australiani…) e nessuno ha rinunciato.

L’ultima tappa della mattina è stata l’escursione alla foce del fiume Isonzo. Il sentiero, abbastanza agevole4ej all’inizio, non sarà più lungo di un paio di chilometri, ma la parte più interessante arriva sul finale quando si trasforma in una vera e propria ferrata con tanto di pioli piantati nella roccia per scendere fino alla cavità  in cui si trovava la sorgente. Bellissimo !!!!

Nel frattempo si era messo a piovere abbastanza pesantemente, così ci siamo fermati a Bovec per il pranzo in un’osteria conosciuta dalla guida dove ci siamo potuti rifocillare ampiamente con piatti a base di cervo, agnello, gnocchi (tipici locali), omelettes e formaggio fritto.

Nel pomeriggio ci aspettava il rafting sull’Isonzo. Ho già effettuato questo tipo d4lzli esperienza  in altri posti nel mondo, ma qui la preparazione e l’attrezzatura in dotazione erano davvero professionali: tuta intera idrorepellente, giacca impermeabile, scarpette di gomma, giubbino salvagente anatomico e caschetto. Si trattava di una discesa di un’ora e mezzo circa di livello II/III. L’istruttore, un ragazzo argentino, parlava anche un po’ di italiano ed è stato utile per chi, come mia sorella, non aveva mai fatto niente del genere. Nonostante il brutto tempo l’esperienza è stata fantastica: le rapide erano abbastanza distanti tra loro e abbiamo avuto tempo di fare soste per tuffarci nell’acqua dagli scogli (ok in realtà l’hanno fatto solo gli uomini del gruppo dato che l’acqua era gelida). Alla fine i nostri baldi giovani si sono caricati il gommone sulla testa per portarlo a terra mentre noi pensavamo ad asciugarci e cambiarci.

L’ultima tappa della giornata è stata la visita alla cascata della Boka. Ha 2 salti, uno di 106 metri e uno, il finale, di 30. Siamo4qd arrivati fino alla base tramite un sentiero che parte dal ponte panoramico di fronte alla cascata e prosegue nel bosco per 1 km circa. Se non fossimo stati così umidi e infreddoliti avremmo potuto fare il bagno nel bacino dove arrivava il getto, che era circoscritto da alte pareti di roccia a creare una specie di nicchia che regalava all’acqua un colore tra il verde e il turchese davvero incredibile.

A dire il vero ci sarebbe stata anche un’ultima sosta nel paese di Most Na Soci, in cui si trova un ponte napoleonico dal quale è possibile tuffarsi nelle acque calme del fiume sottostante, ma eravamo tutti troppo morti per fermarci. Abbiamo quindi caricato il nostro pullmino su un treno che ci avrebbe riportato fin quasi a destinazione. Il treno attraversava il Bohini tunnel di ben 6km e 300 m!

Prima di riportarci in hotel ci siamo fermati presso il loro ufficio, dove in pochi minuti hanno prodotto un cd dedicato con tutte le foto della giornata (incluso nel prezzo). Davvero un bel ricordo. Questa sera eravamo in tempo per cenare nel ristorante principale, ma la stanchezza ha avuto il sopravvento e, dopo aver sbocconcellato qualcosa, siamo andati subito tutti a letto.

GIOVEDI’ 13

Oggi abbandoniamo quindi Bled per dirigerci verso la capitale. Lubiana è distante solo 55 km, quindi a metà mattina siamo già lì. Troviamo posto nel parcheggio sotterraneo vicino al centro. Anche in questo caso abbiamo fatto una visita abbastanza superficiale della città. Ok non offre tantissimo, perché è piccola, ma anche a Lubiana c’è un bel castello visitabile e la cattedrale di San Nicola, la chiesa principale della città. Noi ci siamo limitati ad una passeggiata nel centro storico attraversato dal fiume Ljiubljanica. Grazie al fiume, i ponti sono la caratteristica principale della città. Abbiamo percorso il ponte dei Draghi (il drago è il simbolo di Lubiana) e il ponte triplo. In quei giorni c’era una mostra itinerante che desideravo vedere da tanto tempo: BODIES. Non mi sono quindi lasciata sfuggire l’occasione: Si tratta di una mostra di anatomia, la cui particolarità è che i ‘pezzi’ esposti non sono altro che autentici corpi umani plastinati. Grazie a questa tecnica è possibile imbalsamare un corpo senza che si deteriorino i tessuti. L’esposizione, che segue un percorso che analizza tutti gli apparati, mette in mostra quindi, sala per sala, scheletri, corpi sezionati o scorticati che nel modo più realistico possibile, ci aiutano a capire il funzionamento del nostro organismo.

Dopo un pranzetto in un ristorantino turistico sul fiume che però ci ha servito degli ottimi gnocchi al cinghiale, riprendiamo il viaggio con destinazione Dolenjske Toplice. Ci attendeva un giorno e mezzo di puro relax in questo complesso alberghiero direttamente collegato col centro termale e benessere, anche perché il paesino di Dolenjske non offre molto e lo stesso hotel non organizza attività o escursioni, se non qualche piccolo trekking nei dintorni. Quella sera abbiamo cenato nel ristorante dell’hotel e abbiamo trascorso la serata al bar dell’hotel dato che l’animazione serale c’era solo nei weekend.

VENERDI’ 14

Comincio la giornata con un oretta di pilates offerta dall’hotel. Dopo colazione ci rechiamo nella zona piscine e saune dove saremo rimasti tutto il giorno. La piscina principale ha acqua termale e, tramite un passaggio è possibile uscire all’aperto. La zona saune poi è meravigliosa anche se, nota dolente per i ragazzi, era obbligatorio girare nudi (!) Durante la giornata abbiamo effettuato alcuni trattamenti come un massaggio con le pietre o uno scrub all’interno di quella che chiamano la ‘vasca nuvola’: una vasca dove non si entra a contatto con l’acqua calda perché si è immersi all’interno di una sacca impermeabile. Abbiamo pranzato nel self service del centro termale così da poter restare comodamente in accappatoio.

La sera poi avevo prenotato la cena presso il Castello di Otocec, un vero castello riadibito ad hotel della stessa catena del nostro. La cena viene servita nelle sale medievali. Vini e gourmet di altissimo livello: davvero perfetto come ultima cena

SABATO 15

Per il giorno di rientro avevo previsto una sosta a Trieste per visitare un paio di monumenti. Purtroppo abbiamo dovuto tagliare qualcosa a causa di un inconveniente occorso a Bled. Nel partire dall’hotel Savica la receptionist non ci ha restituito i documenti (di cui 2 patenti) e quando ce ne siamo accorti a Lubiana e abbiamo chiamato, ci hanno detto che al massimo avrebbero potuto spedirci i documenti a casa. Giocoforza fare una deviazione di 110 km tra andata e ritorno per recuperarli.

Pur partendo presto siamo quindi arrivati a Trieste per le 11.00 e, dato che ci aspettavano  diversi chilometri per t5fornare a casa, ci siamo limitati alla visita del Castello di Miramare (tutti i giorni dalle 09.00 alle 19.00 – Ingresso: 06.00 €). C’era una magnifica giornata ed il cielo limpido aumentava la spettacolarità degli esterni del castello, bianchissimi, contro il cielo azzurro. E’ di sicuro più affascinante girarci intorno che visitarne gli interni: il porticciolo privato e gli scorci delle torri con il mare di sfondo sono davvero unici. L’interno è interessante per quanto riguarda il piano terra: si tratta degli appartamenti di Massimiliano d’Asburgo, arciduca d’Austria, e sono visitabili, ma protetti da una vetrata dato che vi si trovano non solo ancora i mobili originali, ma anche tutte le suppellettili (la sala più bella è forse la biblioteca). Al piano superiore invece si trovano le sfarzose sale di rappresentanza, che però non si discostano più di tanto dallo stile dei palazzi imperiali austriaci, e gli appartamenti del Principe Amedeo di Savoia, molto scarni in quanto non è stato mantenuto il mobilio originale. Al termine del nostro giro, facciamo una breve passeggiata nel grazioso parco.

Ci trasferiamo poi in centro storico per una pizza e una passeggiata in Piazza Unità d’Italia, che, come Piazz5ra San Marco a Venezia è circondata da edifici solo da 3 lati, mentre la quarta parete è costituita dal mare. Hotel di lusso, caffè di charme e palazzi che ospitano enti comunali, fanno da contorno alla grande piazza che vede, al centro, la fontana dei 4 continenti.

Verso le 16 riprendiamo il nostro viaggio senza più fermarci. E’ stata di sicuro una delle vacanze più multi-attive che abbia mai organizzato.

Leave a Reply

Powered by WordPress | Designed by: buy backlinks | Thanks to webdesign berlin, House Plans and voucher codes