Berlino

26/29 Ottobre 2013

(Per chi ha fretta di leggere tutto, veda direttamente i ‘tips’ in “Idee e Consigli”)

Dato che quest’anno non ci è stato possibile effettuare uno dei nostri viaggi lunghi per motivi di lavoro, abbiamo deciso di concentrarci su mete europee che fosse possibile visitare in modo esauriente in pochi giorni. Strappati al capo 4 giorni di ferie studiamo la meta. La scelta è caduta su Berlino sia perché al momento della prenotazione era la destinazione che proponeva un volo con tariffa molto vantaggiosa, sia perché non ci ero ancora stata. Per anni ho scartato Berlino come meta da visitare: ho sempre avuto l’impressione che fosse una città troppo moderna per i miei gusti; inoltre solo recentemente ho cominciato ad interessarmi alla storia dell’ultimo secolo, quindi, ora più che mai, mi è sembrato il momento buono per approfondire i miei interessi nella zona dove si sono svolti alcuni degli avvenimenti più importanti del ‘900.

Abbiamo cominciato ad organizzarci circa 2 mesi prima: ecco perché siamo riusciti a trovare a poco un volo Easy Jet da Malpensa con orari spettacolari: andata al mattino presto e rientro serale. Praticamente avevamo 4 giorni interi da dedicare alle nostre visite

Per quanto riguarda l’alloggio, stavolta siamo stati un po’ più esosi del solito e, anziché la solita pensioncina economica in posizione centrale, abbiamo optato per il Ramada Berlin Alexanderplatz (prenotato con Kayak, poi tramite Expedia). Abbiamo speso circa 40 € a testa a notte senza la prima colazione, ma si trattava di un 4 stelle di catena a 2 passi dalla piazza e da tutto il resto del centro storico.

(per la recensione dell’hotel vai alla sezione ‘Alberghi, B&B and co.’)

SABATO 26

Notte praticamente in bianco. Siamo partiti verso le 03.00, dato che avevamo il volo alle 06.40. Il parcheggio, stavolta era il Green Parking, ottimo e low cost (4 giorni – 20.00 € scoperto). Ci hanno accompagnato subito al Terminal 2, da dove partono quasi tutti i voli Easy Jet. Vista la brutta esperienza del rientro da Creta, mi sono premunita di nuovo bagaglio a mano, cabin fit e, onestamente, consiglio davvero a tutti di tenere sempre presente le restrizioni indicate dalle compagnie, oltre che per esperienza personale, anche perché ne ho visto più d’uno bloccato ai controlli di Milano, obbligato a sborsare per imbarcare un bagaglio non idoneo.

Volo senza intoppi né ritardi, ma avevo già avuto modo di sperimentare la puntualità della compagnia.

Una volta atterrati all’aeroporto di Schoenfeld, abbiamo cercato subito un punto informazioni per acquistare la Berlin Welcome Card. Non è una tessera tipo City Pass che ti da l’ingresso gratuito ai monumenti, si tratta di una tessera per i mezzi pubblici da 1, 3 o 5 giorni e per le zone del centro o centro + dintorni che, però permette di avere sconti su quasi tutti i monumenti più importanti. (Per i musei esiste una card di max 3 gg consecutivi, che però include solo i musei statali e, dato che a Berlino sono quali tutti privati… non c’era convenienza). Abbiamo optato per quella centro + dintorni da 5 gg (anche se uno veniva sprecato) per 36.00 € e, tessera alla mano, ci siamo diretti alla stazione dei treni che dista circa 500 metri dall’aeroporto.

Siamo arrivati in centro grazie all’Airport Express, ma attenzione ! Non esiste una linea dedicata: si tratta di un comunissimo treno e orari e binari si trovano mescolati nel classico tabellone giallo delle partenze, come in una qualsiasi stazione. Il tragitto dura circa 20 minuti e si ferma proprio in Alexanderplatz. L’hotel distava dalla stazione non più di 5 minuti a piedi. Ovviamente, essendo le 9 del mattino, abbiamo solo lasciato bagagli e siamo partiti per il nostro primo giorno nella città del muro.

Per cominciare ho pensato giusto partire da uno dei simboli della città: la porta di Brandeburgo, ma, essendo la lin0aaea principale della metro chiusa per lavori, sono finita a Potsdamer Platz e da qui, mi sono mossa a piedi. Nel dirigermi verso Pariserplatz, a questo punto, mi sono fermata ad osservare il memoriale per i caduti dell’Olocausto: un’immensa distesa di blocchi di cemento grigi, di altezze diverse, posti su un piazzale dal pavimento non omogeneo, ma ondulato e ricco di saliscendi. Camminare lungo questi corridoi tutti uguali, tra i blocchi più alti  vorrebbe dare la sensazione di oppressione e annullamento dell’individualità che dovevano aver provato i deportati nei campi di concentramento.

Proseguiamo ancora qualche centinaio di metri ed ecco il profilo della porta con la quadriga in cima. Ammetto che immaginavo un po’ più grande la Porta di Brandeburgo, ma è il significato storico che conta e le vicissitudini della quadr0Kiga sono davvero interessanti (d’altronde è dalla sua riconquista e dalla vittoria su Napoleone che la piazza prende il nome.  Foto di rito cercando di scartare gli innumerevoli turisti (ma è sabato mattina….che pretendiamo ??) e al via con la passeggiata lungo l’Unter den Linden, gli Champs Elysées tedeschi. Una prima occhiata, passato l’hotel Adlon (storicamente l’hotel più importante di Berlino), e ci rendiamo conto che la zona è……un cantiere !!!! Tutto il viale era occupato da infrastrutture di ogni tipo per il rinnovamento della linea principale della metro e, all’orizzonte una mezza dozzina di gru: questa a restaurare quel monumento, quella a metterne su uno nuovo di sana pianta. Dopo una breve riflessione, mi sono resa conto che in 20 anni, dalla caduta del muro, è stato fatto tanto, ma rimettere in piedi una città non è cosa da 2 giorni. Percorriamo quindi tutto il viale passando ora di qua, ora Ampelmanndi là in base alle indicazioni dei lavori. Quello che attira la nostra attenzione maggiormente in realtà, sono  gli omini disegnati sui semafori per i passaggi pedonali: davvero originali. Scopriamo poco dopo che si tratta di una vera e propria icona della vecchia repubblica democratica, simbolo di quella che oggi chiamano ‘Ostalgie’ (letteralmente: nostalgia dell’est). Sono gli Ampelmann e si possono trovare addirittura negozi che vendono esclusivamente gadget su di loro in tutto il centro !!

La visuale si apre una volta arrivati al Forum Fridericianum dove ci accoglie la statua di Federico il Grande a cavallo. Ci soffermiamo ad ammirare l’esterno della Humboldt Universitaat, del teatro dell’Opera (in restauro) e cerchiamo la famosa finestra nel pavimento in Bebelplatz (basta guardare i gruppi di turisti con la guida), che simboleggia il rogo dei libri del 1933. E’ quindi il turno delle Neue Wache, grazioso tempio neoclassico, con tanto di apertuta stile pantheon nel soffitto,  che ospita una scultura moderna rappresentante la pietà, eretto in ricordo dei caduti per la Germania unita (dal 1989).

Siamo quindi arrivati sulla Sprea: dall’altra parte dello Schlossbrucke c’e’ l’isola dei musei, ma non è la nostra meta oggi. E’ presto per il pranzo, quindi ci infiliamo nel Deutsches Museum (06.00 € con la Berlin Card – chiuso il lunedì). Non essendo così ferrati sulla storia tedesca in confronto alla nostra, ci è sembrato molto utile visitare questo museo che parla della storia della Germania (non solo di Berlino) dai romani ai giorni nostri. Data la quantità di musei da visitare e il tempo non infinito, ci siamo limitati ad osservare gli oggetti esposti senza soffermarci troppo sulle spiegazioni, ma con un po’ di tempo le informazioni multimediali e non fornite nelle varie sale, sarebbero sufficienti per scrivere una tesi !!! Siamo quindi passati da Carlomagno a Lutero e da Carlo V a Bismark, per finire col Terzo reich e la DDR: un’infarinatura generale di 2 ore davvero istruttiva !

Restando sempre in zona Mitte, ci siamo spostati verso la Gendarmenmarkt, fermandoci a mangiare qualcosa in 0Yun fast food. Gendarmenmarkt, a mio parere la piazza più bella della città: non è enorme ed è chiusa su 3 lati dalla sala per concerti e dalle chiese Franzosischer e Deutscher Dom, oggi musei della storia del parlamento di Berlino da un  lato e degli ugonotti dall’altro. Nel centro la statua di Schiller. Sarà che si era appena aperto un po’ il cielo, ma ho un bellissimo ricordo di quella piazza.

Torniamo verso l’Unter den Linden attraverso il Friedristadpassagen, soffermandoci ad ammirare le vetrine del quartiere 106, come suggerito dalle guide (che più che gli articoli esposti, merita per la disposizione dei negozi) e, soprattutto del reparto di gastronomia dei magazzini Lafayette, che non ha nulla da invidiare a quello della KaDeWe: ogni reparto col suo angolo di assaggi e degustazioni, per non parlare delle distese di cibo ordinato ad arte che faceva venire fame anche con un panino doppio di Subway sullo stomaco.

Ultima visita della giornata al museo della DDR, che si trova esattamente dopo la Museumsinsel sulla riva della Sprea. Partendo dal fatto che Berlino è più una città interessante per la storia che ha avuto, che per il fascino dei suoi monumenti, penso che questo, insieme ad alcuni musei della Museumsinsel, sia forse uno dei più interessanti da visitare per capire la particolare realtà di questa città unica nel suo genere in tutta Europa. E’ di sicuro il meglio strutturato (4,50 € con la Berlin Card – aperto tutti i giorni fino alle 22.00): si segue un percorso semi-obbligato interamente interattivo; sulle pareti dei corridoi si trovano cassetti e ante da aprire per trovare al loro interno, oggetti di uso comune che erano di moda nella Repubblica Democratica Tedesca. C’è persino la ricostruzione di un piccolo appartamento sullo stile di quelli esistenti all’interno dei condomini/alveari tanto cari all’architettura russa del periodo e una Trabant originale sulla quale è possibile salire.

Si torna quindi a piedi verso l’hotel soffermandoci in Alexanderplatz per un paio di foto alla Neptunbrunnen e al Rotes1ka Rathaus nella luce del tramonto. Troviamo la chiesa Marienkirche ancora aperta e facciamo una veloce incursione: è una delle poche chiese con architettura medievale ancora in piedi e conserva un lungo affresco rappresentante una danza macabra (sapete no ? una di quelle rappresentazioni in cui personaggi di tutti i ceti incontrano la morte), peccato che lo stato di conservazione dell’opera lasci parecchio a desiderare.

La sera siamo rimasti a cena nella zona di Alexanderplatz

(per la recensione dei ristoranti vai alla sezione ‘Cucina e sapori’)

DOMENICA 27

Colazione da Donkin’Donuts  (in hotel era extra e decisamente cara). Per spezzare con le visite dei musei, decidiamo di passare la mattina allo Zoo. Dopotutto si tratta dello zoo primo nel mondo per la quantità di specie conservate. (9,75 € con la Berlin Card – aperto tutti i giorni). La struttura è un po’ complessa e non è facile seguire un itinerario che porti davanti a tutti i recinti senza perdere qualcosa, dati i numerosi sentieri che si snodano tra voliere e gabbie. Ci siamo limitati alla visita del giardino escludendo l’acquario e la parte dedicata ai rettili sia per questioni di tempo che di costi (c’è un biglietto a parte). Per girarlo tutto ci abbiamo impiegato circa 3 ore. La parte che ritengo più meritevole e diversa dagli altri giardini zoologici è sicuramente quella riservata agli animali notturni: in un piano interrato è stata allestita una sezione di teche interamente in penombra che ospita animali che vivono prevalentemente di notte: topi della sabbia, lemuri, fennec e i tenerissimi lori lenti.

Finiamo la visita giusto per mangiare un boccone e dedicarci alla visita della Kufuerstendamm e dintor2Vni. Toppiamo clamorosamente dato che, visitare la strada dello shopping di domenica vuol dire trovare tutti i negozi chiusi, KaDeWe compresa. Meglio….si risparmia ! Oltre alla passeggiata lungo il viale, visitiamo anche la Kaiser-Wilhelm-Gedaechtniskirche o “dente cariato” per i berlinesi. Si tratta della chiesa detta anche ‘del ricordo’ in quanto, dopo essere stata pesantemente bombardata, è stata restaurata solo in parte come esempio delle brutture della guerra. Purtroppo attualmente è nuovamente in restauro ed è visibile solo la punta del campanile diroccato. Era invece possibile entrare nella nuova chiesta moderna costruita a fianco (detta ‘portacipria’ così come il nuovo campanile ottagonale, soprannominato ‘rossetto’) che ha la particolarità di ricevere la luce del sole tramite innumerevoli vetrate blu che creano un affascinante mosaico.

Si decide quindi di proseguire le visite spostandoci di nuovo verso il Mitte. Facciamo tappa alla colonna della 3Fvittoria o Siegessaeule. Chissà perché mi ha ricordato tanto la colonna di Place de la Bastille. In teoria doveva celebrare una delle tante vittorie della Germania su qualche stato limitrofo (nello specifico direi la Danimarca), ma in realtà è famosa per essere comparsa ne ‘il cielo sopra Berlino’ di Wim Wenders. Seguendo una serie di sottopassaggi si arriva al centro della rotonda. Salire costa 03.00 € per quasi 300 gradini. Da qui si può ammirare il Mitte in lontananza con tutte le sue ‘decorative’ gru.

Avevamo appuntamento per visitare la cupola del reichstag, ma mancava ancora un po’ di tempo, così abbiamo deciso di fare un salto al Museo di storia naturale, principalmente per 2 motivi: vi è conservato il più grande scheletro di dinosauro esistente e ospita anche il fossile del primo uccello preistorico mai esistito: l’Archaeopteryx. Ok, non è qualcosa che consiglio a tutti. Personalmente mi ha 3Nfatto piacere andarci in quanto appassionata dell’argomento. Il museo (03.00 € con la Berlin card – chiuso il lunedì) ha un atrio grandioso: oltre al Brachiosauro (alto 13 metri e lungo 15 !!) ospita altri scheletri fossili di dinosauri. Dei dispositivi simili a binocoli permettono di inquadrare lo scheletro desiderato e vedere il ricostruirsi della muscolatura nonché l’animale in attività. Davvero divertente ! Il resto del museo, tolta una sala dedicata alla geologia e quella delle mostre temporanee già rinnovate, ha un aspetto molto ottocentesco: teche in legno e polverosi animali impagliati. Bella l’area dedicata ai soggetti in ‘salamoia’, come dico io: una vasta sala piena di scaffali che ospitano innumerevoli vasetti contenenti qualunque tipo di essere vivente in formalina…un po’ macabro forse, ma davvero d’atmosfera !

Dal museo di storia naturale raggiungiamo la zona del Reichstag a piedi. Una volta lì, è necessario presentare la prenotazione per la visita alla cupola insieme ad un documento di identità; vengono effettuati3W controlli stile aeroporto e, a piccoli gruppi si accede al parlamento dall’ingresso principale. Una volta sulla cupola si viene dotati di audioguida gratuita e si comincia il tour. Credo che sia stato il monumento da me più apprezzato in assoluto: oltre al bel mix di classico e moderno, e la vista a 360° sulla città, mi ha affascinato l’architettura stessa della cupola: il passaggio che porta fino alla cima è elicoidale: chi sale, non incontra mai chi scende, trattandosi di 2 rampe intersecate; meravigliosa anche la colonna portante al centro, costituita da specchi che, durante il giorno illuminano la sala plenaria, ma congegnata per moderare l’intensità della luce grazie ad una vela che si sposta seguendo l’andamento del sole filtrandolo nei momenti del giorno in cui la luce può divenire fastidiosa. Le spiegazioni dell’audioguida inoltre si estendono anche a tutto ciò che è visibile nel panorama circostante ed è davvero esauriente !

A quanto pare, senza volerlo, la giornata è stata dedicata ai panorami, dato che, dopo la colonna della vittoria4i e la cupola del Bundestag, abbiamo deciso di salire anche sulla Fernsehturm, la torre della televisione. Considerato che chiudeva a mezzanotte, l’abbiamo lasciata per il dopocena. Anche in questo caso si sale a gruppi, data la capienza limitata dell’ascensore (09,30 € con la Berlin Card – tutti i giorni fino a 00.00). La torre è alta quasi 370 metri, ma la visita si effettua all’interno della sfera che non supera i 200. Carina la possibilità di sorseggiare un cocktail  mentre ci si gode il panorama (si può anche cenare al piano superiore, ma se un cocktail sta sugli 08.00 €, il menu del ristorante ha dei prezzi decisamente esagerati !). Quello che mi ha lasciato un po’ perplessa, è che la maggior parte dei monumenti del Mitte, la sera, non sono illuminati: il Berliner Dom ad esempio o le facciate neoclassiche dei musei….la Fernsehturm stessa è illuminata solo fino alla parte inferiore della sfera: questo non permette di notte di ammirarla in tutti i suoi 370 metri.

LUNEDI’ 28

A differenza di quasi tutto il mondo, qui, al lunedì, i musei più importanti sono aperti. Decidiamo quindi di dedicar4qe la mattina alla Museumsinsel. Ma aprono alle 10.00 e, malati di turismo quali siamo, alle 07.30 siamo già in piedi. Quindi? Beh, si decide per qualcosa che non preveda orari d’apertura e, con la metro, ci spostiamo nel quartiere di Kreuzberg  per ammirare la East Side Gallery, la parte di Muro più lunga rimasta in piedi, che è stata decorata da artisti provenienti da tutto il mondo e recentemente restaurata. Peccato piovesse. Se devo essere onesta, l’idea è magnifica, alcune opere sono davvero belle e contrastanti con quello che il muro una volta significava ma, se si tratta di un’opera sotto il patronato dei beni culturali, perché non ci sono controlli di nessun tipo e si lascia che dei writers qualunque lascino le loro indelebili tracce, rovinando le famose immagini del bacio tra Breznev e Honecker o della mitica Trabant che sfonda il muro??? Prima di rientrare ci fermiamo a fare 2 foto anche all’Oberbaumbrucke, bellissimo mentre la metro gialla fa da contrasto coi suoi mattoni rossi.

Giunte le 10.00, sotto una bella pioggia scrosciante, ci dirigiamo dunque all’isola dei Musei, in partic5gcolare verso il Pergamon Museum. Per fortuna è l’unico dei 5 musei in cui è possibile fare il biglietto anche all’interno. Per tutti gli altri c’è una biglietteria esterna e la coda che si era creata sotto l’acqua non era certo invitante !! Come ho già accennato, la Berlin Welcome Card non prevede sconti per i musei sull’isola in quanto c’e’ una tessera a parte, ma se non si visitano tutti, anche la tessera non è conveniente. Paghiamo quindi prezzo intero per l’ingresso al  Pergamon (12.00 € – tutti i giorni fino alle 18.00). Audioguida gratuita inclusa. Un museo unico nel suo genere:  è stato praticamente costruito intorno alle opere che doveva ospitare. Interessante sicuramente dal punto di vista storico, soprattutto per quello che riguarda l’area assiro/babilonese (personalmente già meno il secondo piano dedicato all’arte araba e medio orientale, ma per via di interessi personali), ma notevole in primis architettonicamente: l’altare di Pergamon, la Porta del mercato di Mileto e quella di Ishtar lasciano letteralmente a bocca aperta. L’audioguida oltretutto dà spiegazioni esaurienti senza dilungarsi troppo sui dettagli, dando però la possibilità a chi fosse interessato di approfondire quasi tutti gli argomenti grazie a delle sottosezioni facoltative.

In teoria avremmo dovuto visitare il Berliner Dom, ma ammetto, il biglietto di ingresso (07.00 €) ci ha fatto de0Ssistere. Questo non perché non concordi col pagare un ingresso per visitare u na chiesa, ma ritengo che il suo interno (a meno di essere esperti nella storia degli Hohenzollern) non valesse il prezzo proposto (cosa che invece trovo adeguato per chiese come santa Corce a Firenze o l’abbazia di Westminster a Londra). Ciò non toglie che all’esterno la sua struttura imponente, soprattutto se vista dall’angolazione dello Schlossbrucke, abbia un notevole fascino e trasmetta l’imponenza e la potenza che gli imperatori Hohenzollern volevano mostrare.

Dopo pranzo ci dirigiamo verso il Sony Center con l’intenzione di visitare la Legoland Berlinese. Ok, non ha niente a che vedere col parco tematico, ma la guida parlava di un trenino e di un cinema 4d…sempre per spezzare un po’ le innumerevoli visite culturali. Purtroppo dopo 20 minuti di fila sia noi che un’altra coppia di ragazzi che avevamo davanti, siamo stati dissuasi dall’entrare dalla ragazza della biglietteria, che ci ha detto essere un’attrazione solo per bambini piccoli. Visto che il biglietto non era particolarmente economico (circa 16.00 €) ce ne siamo andati, ma mi è rimasto il dubbio che non fosse del tutto vero: dopotutto una giuda come la Routard ne parlava come un’attrazione non necessariamente per bambini…

A questo punto, procediamo verso sud e ci dirigiamo verso la cosiddetta Topografia del Terrore. In realtà si tratta di un’area sulla quale un tempo sorgevano edifici come scuole, alberghi o uffici pubblici che, durante l’epopea nazista, erano stati sequestrati dalle SS per farne il proprio quartier generale. Ad oggi non rimane più nulla in quanto gli edifici sono stati interamente rasi al suolo. Quello che è possibile vedere sono resti delle fondamenta o di alcuni seminterrati, oltre ad una buona porzione di muro rimasta intatta. Alle spalle sorge un edificio che raccoglie una panoramica di tutto quello che è stato il dominio del Terzo Reich dall’esordio alla caduta e che ospita, nel piano interrato, un ricchissimo archivio di testi concernenti il periodo.

Ci spostiamo sempre a piedi verso Friedrichstrasse e il Checkpoint Charlie. Sul crocevia di fronte al check point si trovano diverse attrazioni: il museo del muro, un’esposizione sulla guerra fredda e così via. Per chi, avendo tempo,  voles5yase fare un giro guidato, sul tragitto dalla Topografia al Checkpoint ci siamo imbattuti in una di quelle agenzie che effettuano visite della Berlino Est a bordo di una Trabant. Turistico, d’accordo, ma pur sempre originale rispetto alle classiche carrozzelle che si trovano in tutte le città del mondo ! Forse con un po’ più di tempo l’avremmo fatto anche noi, anche se i prezzi non sono propriamente stracciati: circa 45.00 € per un giro di un’ora se si è in 2 a noleggiare l’auto. Ma tornando al Checkpoint….ormai è rimasta una semplice attrazione turistica: quello che un tempo era il limitare della Berlino Est con tanto di controllo passaporti per l’ingresso nell’area americana, è ora un teatrino dove un paio di ragazzi in uniforme si fanno fotografare coi turisti per 2 €.

Ultima visita della giornata al museo del Muro: di solito sono abbastanza accorta su orari, posizioni e nomi delle attrazioni. Stavolta sono rimasta proprio fregata: non mi sono preoccupata dell’indirizzo e mi sono diretta verso la biglietteria di una struttura che presentava il titolo “Die Mauer”….il Muro. Arrivo, pago, mi fanno lo sconto con la Berlin Card (07,50 €) e  non appena mi danno in mano il depliant, mi rendo conto che non sono dove voglio essere: avevo appena fatto i biglietti infatti non per  il museo del muro, ma per la retrospettiva sul muro di un artista locale, Asisi, che, all’interno di una struttura semicircolare, aveva allestito uno scorcio del muro nel periodo in cui il checkpoint era ancora attivo. Mi sono sentita una vera idiota. Tutto sommato dava una chiarificante immagine della situazione al tempo, peccato che i commenti  in sottofondo fossero tutti in tedesco e, ahimé, non lo parlo proprio.

Con la coda tra le gambe trovo il vero Museo del Muro, poco distante, dietro il checkpoint (09,30 € con la Berlin Card – aperto fino alle 22.00). Che dire: allestito davvero male rispetto a tutti gli altri musei visitati: ricavato da una serie di appartamenti, si direbbe, si sviluppa su più piani attraverso stanze piccole ed un caldo soffocante (dato che è sempre pieno di visitatori). C’è da chiarire che il museo non parla del perché è stato costruito il muro (per quello c’è il museo della DDR), ma della vita di coloro che in mille modi hanno tentato di oltrepassarlo clandestinamente, con o senza successo. Consiglio: da visitare in serata con meno affluenza.

MARTEDI’ 29

Ultimo giorno di visite: quello in cui si cerca di vedere tutto quello che, per un motivo o per un altro, non si è riusciti a fare nei giorni precedenti. Beh, stavolta, grazie forse allo shopping mancato di domenica e alla visita di Legoland scartata, mi sono accorta che avevo tempo per aggiungere qualcosa. Con mia somma gioia quindi, ho potuto visitare anche il Neues Museum che inizialmente avevo deciso di saltare per motivi di tempo e per aver in effetti già visitato altri musei egizi di fama maggiore (Il Cairo, Parigi, New York….). Certo, avendolo saputo dall’inizio, era possibile acquistare un biglietto valido per 2 musei dell’Isola a 18.00 €, anziché sborsarne altri 12.00 €…..ma si sa, gli imprevisti….

Ma andiamo con ordine. Dopo colazione, ci aspetta un bel viaggetto di 25 minuti di metro per arrivare fino a C6harlottenburg.  E’ l’unica residenza barocca in città rimasta in piedi, o comunque restaurata come l’originale. Non avendo tempo per visitare il Sans Souci, non mi sono voluta perdere almeno questa. (09.00 € con la Berlin Card – chiuso il lunedì). Anche in questo caso, audioguida gratuita. Si visita solo il pianterreno dato che è l’unica parte che si è salvata dai bombardamenti (il primo piano è stato interamente ricostruito). C’è una seconda serie di sale visitabili in una delle ali laterali del palazzo, ma in quel momento erano chiuse per restauro. Non si discosta per niente da tutte le residenze della stessa epoca: mi ricordava un po’ Schoenbrunn. Da notare in particolare la sala ovale che sembra voler entrare nel giardino, e quella delle porcellane, in cui innumerevoli ninnoli e vasi di origine orientale sono stai incastrati ad arte su tutte e 4 le parteti della stanza. Le altre sale sono interamente arredate, ma la maggior parte dei mobili, per quanto originali, provengono da altre residenze essendo andato tutto perduto nei bombardamenti. Data la stagione non ci siamo trattenuti più di tanto nel giardino (ingresso gratuito), che però ospita laghetti e giochi d’acqua ad imitazione di una piccola Versailles

Prima di proseguire con le ultime visite, facciamo un salto alla KaDeWe, dato che la domenica era chiuso. L’acronimo sta per Kaufhaus des Westens, cioè grande magazzino dell’Ovest….è davvero immenso (anche se secondo me né più né meno come una Rinascente) e anche qui siamo saliti all’ultimo piano per dare un’occhiata al reparto gastronomia, dove si può trovare qualunque cosa vi venga in mente di mangiare

Essendo di strada, decidiamo di posticipare il pranzo e di visitare prima il Museo della Scienza e della Tecnica (04.00€ con la Berlin Card – chiuso il lunedì). E’ molto vario come museo, ma se si ha poco tempo consiglio di vis6htare le aree dedicate all’aviazione e alle locomotive. Quest’ultima è davvero ricca: due vaste sale di struttura semicircolare ospitano locomotive e vagoni allestiti in ordine cronologico, dalle prime a vapore, ai vagoni utilizzati per la deportazione ai campi di concentramento. Ci sono poi ali dedicate all’industria tessile, alla fotografia e all’informatica che però, anche noi abbiamo bypassato.

Dopo pranzo quindi, come ho già detto, avendo ancora un paio d’ore a disposizione, ci siamo concessi anche la vsita al Neues Museum (12.00 € – aperto tutti i giorni – audioguida gratuita). Non potevo partire da Berlino senza aver visto il busto di Nefertiti!! E devo ammettere che, grazie anche all’allestimento, in questa teca solitaria nella sala circolare alla fine di un lungo corridoio, sprigiona davvero un fascino unico da quel suo occhio di vetro. Il resto dell’area dedicata agli egizi è comunque discretamente ricca. Ovviamente nulla da dire sull’allestimento, dato che il museo ha riaperto i battenti solo 3 anni fa. Trattandosi di un museo storico/archeologico, ospita reperti provenienti da diverse epoche. Mi sono molto molto esaltata quando ho letto che erano esposti i gioielli del Tesoro di Priamo rinvenuti da Schleimann a Troia, peccato che, una volta davanti alla teca, ho scoperto essere delle copie in quanto gli originali sono a tutt’oggi in Russia….delusione! Bellissimo invece il cappello del mago…o così sembrava, completamente in oro, ma soprattutto risalente all’età preistorica e probabilmente utilizzato come calendario astronomico. Davvero notevole.

Ultimi acquisti, recupero dei nostri trolley in hotel  e trasferimento finale di nuovo a Schoenfeld per il volo di ritorno. Come considerazione finale posso dire che ho trovato Berlino una città non bella, ma estremamente interessante: non tanto per aver una storia ricca di avvenimenti nel corso dei secoli, quanto per la concentrazione di situazioni uniche tutte nell’ultimo secolo e soprattutto per aver vissuto una realtà, come quella della divisione tra est e ovest, che non ha avuto nessun altra capitale nel nostro continente. E’ ancora in divenire tanto che una prossima visita sarebbe utile tra almeno altri vent’anni dato che ci sono quartieri che devono ancora essere interamente rimessi a nuovo…ma forse il suo bello è proprio questo.

(per le foto più belle del viaggio, vedi “Foto & Video”)

2 Responses to “Berlino”

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