Cracovia

28 Giugno/02 Luglio 2016

(Per chi ha fretta di leggere tutto, veda direttamente i ‘tips’ in “Idee e Consigli”)

Per chi avesse letto il diario di Amsterdam, saprà che quest’anno le ferie non sono andate proprio come dovevano. Mi sono trovata quindi con alcuni giorni di ferie a fine Giugno e…stare a casa ?? MAI !! Faccio una veloce ricerca sui siti low cost per vedere, tra le destinazioni che ancora non avevo visitato, quale avesse il volo più economico. Stavolta ha vinto Cracovia: volo Ryanair da Bergamo con solo bagaglio a mano a 55.00 € per un martedì/sabato. Come non acquistarlo ?

Come albergo ho trovato un hotel/guest house appena fuori dalle mura del centro storico ad un prezzo estremamente vantaggioso e con la colazione inclusa

(Per la recensione dell’hotel vedi la sezione “Hotels, B&B and Co.”)

Dato che tra le cose da non perdere di Cracovia ci sono i suoi dintorni con Auschwitz e le miniere di Sale di Wieliczka, mi sono prenotata da casa anche 2 escursioni guidate tramite krakowdirect.com , per poter definire meglio l’itinerario e le visite in città. Trovati due soci, viaggiatori doc, alla volta del 28 Giugno partiamo.

MARTEDI’ 28

Il volo era serale, quindi avendo circa un paio d’ore per raggiungere Bergamo, partiamo verso le 16.00. Avevo prenotato il parcheggio con ParkinGo, mio parcheggio aeroportuale di fiducia per Bergamo, Bologna e Verona. I costi per il parcheggio scoperto sono intorno ai 05.00 € al giorno e il servizio è sempre ottimo: precisi, puntuali e con un efficientissimo risponditore automatico per i pick up di rientro.

Sbrigate le modalità di imbarco (per chi avesse uno smartphone consiglio di utilizzare l’app di Ryanair che permette di avere la carta di imbarco sempre a portata di mano senza dover tirare fuori foglietti vari ad ogni controllo), partiamo in orario alle 19.55.

Atterraggio alle 21.45

All’aeroporto ci attendeva un’auto privata che avevamo precedentemente prenotato per il trasferimento in hotel al costo di 22.00 € a vettura (il treno è altrettanto comodo e molto più economico, perché il biglietto di sola andata costa più o meno 02.00 €, ma dato che era sera, abbiamo preferito arrivare direttamente in albergo scortati)

Check in, scarico bagagli, e poi ci si butta direttamente in centro città (la piazza principale distava 500 metri). Dovevamo ancora cenareimg_0001b ed erano quasi le 23….solo allora ci rendiamo conto che i ristoranti che chiudono più tardi qui non vanno oltre le 22. Tentiamo di mangiare qualcosa in una birreria dove, con poco garbo ci dicono che a quell’ora servivano solo birra (e solo piccola…nemmeno media !!). Ci salviamo con un kebab seduti su un gradino. La cosa però passa decisamente in secondo piano perché eravamo incantati ad ammirare la piazza principale, il Rynek Glowny, con tutti i monumenti illuminati. L’avremmo poi visitata con più attenzione il giorno successivo, ma il colpo d’occhio serale è stato decisamente un bel benvenuto

MERCOLEDI’ 29

Sveglia verso le 08.30. Oggi ci si dedica alla visita della città e, dato che la maggior parte di musei e monumenti apre alle 10.00, partiamo senza fretta dopo una lauta colazione. Venendo da nord, la prima cosa che si incontra andando verso il centro è il Planty, il grande parco pubblico che circonda tutta la città vecimg_0006chia. E’ stato ricavato dal fossato antistante l’antica cinta muraria che aveva funzione difensiva fino alla metà del XIX secolo. L’unica parte rimasta intatta (e restaurata) delle vecchie mura è il Barbacane: una sorta di piccola fortezza rotonda sfruttata come riparo per i soldati durante gli assedi.

Di fronte al barbacane troviamo la porta Floriana,  in  stile gotico (unica torre originale di tutta la cinta muraria). Da qui parte la strada reale che porta dritta alla piazza del mercato e prosegue fino al castello di Wawel.

img_0008dPercorriamo a passo lento la via Florianska fino ad arrivare nuovamente al Rynek Glowny. E’ la piazza medievale più grande d’Europa; la sua estensione è paragonabile a quella di piazza San Marco a Venezia. Ad una prima occhiata non ci si rende conto della vastità di quest’area in quanto l’edificio del mercato dei tessuti, che sorge al suo centro, ne limita il campo visivo. Sicuramente unica nel suo genere, la facciata della basilica di Santa Maria, che sorge su un lato della piazza a 45° rispetto al perimetro della stessa.

img_0014Cominciamo le nostre visite col mercato dei tessuti, questo imponente edificio (il più grande della piazza) che un tempo ospitava i banchi dei venditori di stoffe. Oggi al piano terra si trova una bellissima galleria coperta che ospita una serie di bancarelle di artigianato e souvenir, mentre il primo piano ospita oggi la pinacoteca di artisti polacchi.

Ci dirigiamo quindi verso la basilica di Santa Maria (lunedì/sabato 11.50/18.00   domenica 14.00/18.00), soffermandoci a visitare l’adiacente chiesa di Santa Barbara, piccolo edificio gotico che si trova nella piazzetta dell’ingresso laterale della Basilica. Fu edificata con i mattoni avanzati dalla costruzione della prima. All’interno è possibile ascoltare un’audioguida gratuita in italiano di 15 min circa

Per l’ingresso alla basilica è necessario acquistare il biglietto in un ufficio antistante, sulla stessa piazzetta di Santa Barbara. Il costo del biglietto è di 10 PLN / 2.30 Eur (che non include il permesso per foto e video all’interno), mentre per salire sulla torre c’è un biglietto a parte di 15 Pln / 3.45 Eur. Proprio poco prima di entrare in chiesa, è scattata l’ora ed abbiamo potuto ascoltare il  ‘suono della tromba’, legato alla leggenda del “Hejnal Mariacki”.  Praticamente: una leggenda dice che, per avvisare i cittadini di un attacco imminente in epoca medievale, una delle guardie di vedetta salì in cima al campanile e si mise a suonare la tromba; venne purtroppo interrotto da una freccia che lo colpì durante l’esecuzione. Per ricordare l’avvenimento oggi allo scoccare di ogni ora, un incaricato suona la stessa melodia dalla torre nelle 4 direzioni interrompendosi ogni volta bruscamente come nella leggenda.img_0019

Visitiamo quindi l’interno della basilica: è in stilo gotico con soffitto e pareti affrescate con stelle e motivi geometrici. L’opera più importante è una pala d’altare in legno intagliato dell’artista locale Veit Stoss. Si tratta del più grande altare gotico del mondo, con sculture alte fino a due metri (l’artista ci impiegò tipo 12 anni per terminarlo)

Dato che l’ingresso prenotato per la torre era nel pomeriggio, proseguiamo le nostre visite con i restanti monumenti della piazza: la torre civica, la testa di eros bendato e la piccola chiesa di Sant’Adalberto, posta in posizione non centrale rispetto alla piazza in quanto già esistente prima della sua costruzione. Si tratta della chiesa più antica di Cracovia. Purtroppo era chiusa per restauri, ma ci è stato possibile visitare (per ben 3 pln – 0.80 cent.) la parte sotterranea con le fondamenta e i resti romani che indicavano il reale livello della zona in quell’epoca rispetto all’attuale pavimentazione della piazza.

Era ormai ora di pranzo e dopo aver assaggiato delle specialità tipiche in uno dei tanti ristoranti sotto il livello stradale, ci siamo diretti verso il mercato sotterraneo

(per le recensioni dei ristoranti vedi la sezione ‘Cucina e sapori’)

 Il Mercato sotterraneo (10.00/22.00) è allestito nei sotterranei dell’attuale mercato dei tessuti. Si tratta di un’esposizione interattiva che racconta la storia della piazza sviluppandosi attraverso le vecchie fondamenta, le antiche strade e le aree in cui, in epoca medievale sorgevano le botteghe artigiane. Descrizioni su video touch screen, filmati e un cinema a 360°, riportano indietro nel tempo illustrando gli antichi mestieri fino all’incendio che distrusse il primo mercato dei tessuti. Dato che l’ingresso è limitato ad un certo numero di visitatori ogni ora, avevo prenotato l’ingresso collegandomi al sito www.bilety.podziemiarynku.com/?lang=en.  La risposta di conferma arriva tramite mail e il biglietto (19 PLN = 4.30 €) si paga direttamente in loco (la biglietteria è a fianco dell’ufficio informazioni turistiche sotto il porticato est – lato fronte basilica-)

Terminata la visita, dovevamo restare in zona perché alle 17.00 avevamo l’ingresso alla torre della basilica. Ci incamminiamo quindi sulla Grodsimg_0024ka, l’antica via delle processioni regali che arriva fino al castello di Wawel. E’ una via molto ricca di negozi per turisti e di marca sempre piena di gente anche alla sera. A metà strada tra la piazza e il casello sorge la chiesa di SS. Pietro e Paolo, in stile neoclassico. Importante per ospitare nella cripta un panteon di personalità importanti della storia polacca. Come per la chiesa di Santa Barbara era disponibile gratuitamente un’audioguida di 20 minuti che illustrava sia chiesa che cripta (anche in italiano).

Torniamo verso la pimg_0028iazza, divertendoci a guardare le ragazze con ombrellino giallo che, curiosamente, avvicinavano solo uomini….ovviamente per proporre ingressi vantaggiosi per i diversi night club. All’ora stabilita, saliamo sulla torre della basilica. E’ stata riaperta di recente dopo il restauro della scalinata che, in effetti, è nuovissima e, rispetto a tanti altri campanili o torri, comoda. I 239 gradini si affrontano facilmente. Se si sceglie di salire verso lo scadere dell’ora (cosa che purtroppo mi sono persa), è possibile ammirare in diretta l’esecuzione della famosa melodia interrotta.

Trascorriamo un’oretta in un grazioso locale della Florianska per un aperitivo (grazie al cambio vantaggioso, qui la birra piccola costa 1 €, la media da 1,5 € a 2€ e i cocktail circa 2,5 €), poi, dopo una breve sosta in hotel, usciamo per sperimentare un nuovo ristorante tipico e finire la serata con una Zubrowka (vodka aromatizzata alle erbe chiamata ‘vodka del bisonte’)

GIOVEDI’ 30

 La giornata di oggi prevedeva la visita delle miniere di sale di Wieliczka. Avevo prenotato il trasferimento privato con krakowdirect.com e, all’ora stabilita, un bel van ci aspettava fuori dal nostro hotel. Il trasferimento è durato più o meno 25 minuti e, una volta in loco, l’autista ci ha accompagnato alle biglietterie, permettendoci di acquistare i biglietti (84 Pln / 19.36 € + 10 Pln / 2.30 € per il permesso foto – tutti i giorni 0730/1930) senza fare la fila. All’ingresso, una serie di transenne raggruppava i visitatori suddivisi per lingua. Abbiamo anche avuto la fortuna di poter fare la visita in italiano (diversamente avremo dovuto attendere un’ora e mezza). Le visite vengono effettuate da guide specializzate che danno in dotazione cuffie per potersi muovere più o meno liberamente senza perdere le spiegazioni.

La visita alle miniere (iscritte nel patrimonio mondiale dell’Unesco) inizia con una lunga scalinata discendente che porta a circa 100 metriimg_0057a di profondità. Qui, la guida illustra, sala per sala, le procedure di estrazione dei blocchi di sale per mezzo di argani in legno e con l’utilizzo di animali. I 3 km di gallerie percorribili durante il percorso turistico mostrano come all’interno delle sale fossero state allestite anche scuderie per i cavalli da tiro e alloggi. Durante la visita ci si imbatte in diverse statue scolpite nel sale: sono per lo più opera dei minatori, tranne un paio che sonimg_0058bo state scolpite da un artista locale. Una di queste rappresenta la principessa Cunegonda (Kinga), famosa per aver donato alla Polonia la ricchezza mineraria di questa zona. Ed è proprio a lei che è dedicata la stupefacente cappella interamente scolpita nel sale che si incontra lungo il tragitto. La cappella, oltre ad una serie di sculture e bassorilievi sorprendenti, ospita alcuni lampadari costituiti interamente da cristalli di sale. La visita finisce in un’ampia sala dove sono allestiti i vari gift shops. Per tornare in superficie i visitatori vengono fatti salire su un vero e proprio ascensore minerario, senza luci e tutto traballante…un’avventura.

All’uscita il nostro autista ci aspettava con l’aria condizionata del van già accesa. Siamo rientrati in città verso le 13.30 e ci siamimg_0077o diretti oltre la piazza, nella zona universitaria. Dopo un pranzetto tipico in un bel cortile, ci spostiamo presso il Collegium Maius, dove avevo prenotato una visita agli interni dell’università (12 Pln / 2.76 € ; lun-ven 10/17.20). C’eravamo solo noi durante la visita e ci ha accolto una guida che parlava italiano. Oltre a visitare l’aula magna, i dormitori e il refettorio del collegio, è stato possibile ammirare alcuni strumenti astronomici appartenuti a Niccolò Copernico (lo studente probabilmente più illustre nella storia dell’università) e il cosiddetto Globus Jagellonicus, vale a dire un mappamondo (primo nel suo genere) a rappresentare anche il continente americano (in maniera un po’ dubbia). Per chi non fosse interessato al museo, consiglio comunque di fare un salto all’interno del cortile (ingresso libero) che sfoggia un graziosissimo chiostro.

Avevamo ancora tempo quel pomeriggio, così decidiamo di visitare l’interno del Barbacane (7 Pln / 1.61 €; tutti i giorni 10.00/19.00): questa costruzione img_0083circolare è l’ultimo esemplare delle fortificazioni che circondavano la città vecchia di fronte alla porta Floriana. L’interno non è niente di che, soprattutto per dei visitatori italiani che possono essere avvezzi a passaggi di ronda e torrette con caditoie, tipiche dei nostri castelli medievali. La particolarità della struttura sta nel fatto che sia perfettamente semicircolare.

Terminiamo la giornata al Free Pub, un locale carinissimo, allestito nei sotterranei di un palazzo come tanti altri che, oltre ad avere i cocktail ad ottimo prezzo, sfoggiava un ambiente molto accogliente. Quella sera, dopo cena siamo rimasti in piazza in vista della partita Polonia/Portogallo per i campionati europei di calcio che però, ahimé non è finita come speravamo.

 

VENERDI’ 01

E con un po’ di mal di testa a causa delle bevute della sera precedente, questa mattina ci si alza presto in attesa del pullmino che ci avreimg_0091bbe portato ad Auschwitz. Anche questa escursione era stata prenotata con krakowdirect.com, ma in versione collettiva con guida in inglese (140 Pln / 32.28 € a persona.) Il tour sarebbe durato circa 6 ore includendo i trasferimenti, l’ingresso ai 2 campi di concentramento e la guida in lingua inglese. Ci sono venuti a prendere direttamente in hotel con un pullmino da 16 posti (da notare la precisione nel servizio che, la sera prima mi aveva avvisato con un sms che sarebbero passati 10 minuti prima). Durante il trasferimento di andata hanno proiettato un documentario per farci già entrare un po’ nell’ottica di quello che saremmo andati a visitare. Arriviamo al campo di Auschwitz I verso le 10.00. Ci forniscono degli auricolari e, dopo averci dato le indicazioni su come e quando fosse permesso fare foto e video, oltrepassiamo il famoso cancello con la scritta ‘Arbeicht macht frei’ ossia ‘il lavoro rende liberi’. Il campo 1 è il più vecchio dei due ed era un campo di concentramento: sono tutt’ora presenti le costruzioni in mattoni in cui venivano ammassati i prigionieri. Oggi, in alcune di queste è allestitaimg_0107 l’esposizione permanente che mostra come fossero disumane le condizioni di vita nel campo. Montagne di occhiali, spazzole, scarpe e….capelli fanno capire quanto alto fosse stato il numero di vittime. E’ qui che si può vedere ancora in piedi una camera a gas con annesso forno crematorio, perché quelli di Birkenau, o Auschwitz II, sono stati distrutti dai tedeschi prima dell’arrivo dei russi.img_0110b

Dopo circa 2 ore di visita ci trasferiscono al secondo campo, quello di sterminio, molto più grande voluto da Himmler in quanto nel primo non ci si sbarazzava di un numero sufficiente di prigionieri al giorno. E’ qui che si può vedere la fine del binario dove arrivavano i treni carichi di prigionieri da tutt’Europa.

Oggi il secondo campo, quello famoso, con le baracche di legno è molto spoglio: img_0115molte baracche sono state abbattute, così come tutta l’area destinata allo sterminio, le camere a gas (di cui è ancora possibile vedere gli spogliatoi e i 4 forni crematori. Ora, al suo posto, c’è il Monumento Internazionale in Memoria delle Vittime del Nazifascismo, inaugurato nell`aprile del 1967. A Birkenau è possibile visitare alcune della baracche di legno, costruite su terra battuta e con tre piani di tavolacci che fungevano da giacigli: 8 persone per ogni piano.

La visita della seconda parte dura circa un’ora e, al termine si parte per il rientro a Cracovia.

Uno dei servizi forniti da krakowdirect.com è di lasciare i partecipanti in qualunque punto vogliano della città e non necessariamente di fronte al loro hotel. Ci facciamo quindi lasciare nel quartiere di Podgorze per poter visitare il Museo allestito all’interno della Fabbrica di Schindler (martedì/domenica 09.00-20.00; il lunedì fino alle 16.00 – 21 Pln / 4.84 €). Avevo prenotato la visita per le 17.00, perché è fattibile sono con la guida. Potenzialmente è molto ricca: oltre ad alcuni cimeli appartenuti a Schindler, ripercorre la situazione storica della Polonia negli anni dell’occupazione nazista. Peccato che la guida parlasse un inglese un po’ stentato e non facesse molto per rendere il suo racconto interessante (nel momento in cui poi ha citato ‘Bruno Mussolini’ mi sono staccata dal gruppo e ho terminato la visita da sola).

Era ormai ora dell’aperitivo e volevamo fare una passeggiata nel quartiere ebraico. Approfittiamo quindi di uno dei piccoli cart che invadevano tutti giorni la città proponendo tour pre-registrati in tutte le lingue tra i vari quartieri, per farci portare nel cuore del Kazimierz (circa 3 km di distanza per 10.00 € totali). Facciamo una passeggiata nel quartiere principale e beviamo qualcosa, poi ci avviamo verso la città vecchia a piedi sostando ai piedi del castello per l’ultima cena in un ottimo ristorante tipico.

 

 SABATO 02

E per l’ultimo giorno, che si riduceva poi alla mattina, avevo lasciato la visita del complesso del Wawel, il castello, con tutti suoi edifici annessi,img_0127b così simile al Hradcany di Praga e patrimonio dell’Unesco (tt i giorni 09.00/17.45 – Ingressi separati per ogni zona da 3 a 19 PLZ). E forse ho fatto male i  miei conti. O meglio: i conti erano giusti, perché se fossi stata lì all’apertura sarei riuscita a vedere tutto, ma, dato che avevo letto sulla guida che il primo sabato del mese, in Rynek Glowny, dalla chiesa di Santa Maria facevano suonare la melodia che aveva accompagnato Wojtyla alla sua partenza da Cracovia per insediarsi sul seggio pontificio, mi ero fermata in piazza….per altro con delusione perché non hanno fatto suonare alcuna musica.

Questo mi ha fatto arrivare al Wawel verso le 10.00 e tra fila per i biglietti e visite programmate ad orari fissi, non sono riuscita ad entrare nella cattedrale (grave mancanza visto che l’interno oltre che alcune interessanti opere d’arte ospita le tombe dei più importanti re polacchi).

Un consiglio: cercate di prenotare sul sito le visite. Il castello, in parte è visitabile solo con le guide in gruppi a numero chiuso; prenotare risulta quindi fondamentale per garanimg_0128tirsi l’ingresso in tutte le aree.

Avevo fatto la prenotazione per le seguenti zone: Appartamenti reali privati e di rappresentanza, armeria e tesoro, Lost Wawel e Caverna del Drago. Avendo tutti un orario di ingresso fisso, il tempo per la cattedrale proprio non c’era.

Devo ammettere che gli appartamenti, sia i privati che quelli di rappresentanza, si sono rivelati un po’ spogli e non all’altezza di altre residenze reali che si possono trovare in altre capitali europee. Si salvano giusto un paio di sale, arredate con grandi arazzi alle pareti

Anche armeria e tesoro non avevano collezioni particolarmente ricche, mentre il Lost Wawel era un tour con itinerario obbligato attraverso i soimg_0133btterranei del castello per ammirare le fondamenta risalenti ad epoca medievale: il cortile del Wawel era particolarmente bello: aiuole curate e un bel panorama. La nostra ultima visita prevedeva di scendere nella caverna del drago. Si tratta di una grotta naturale che si apre esattamente sotto la cimg_0137caollina del Wawel. La leggenda vuole che ci vivesse un drago che terrorizzava gli abitanti finchè il cavaliere Krak non si decise ad affrontarlo, uccidendolo e liberando così la città che prese il nome dal suo salvatore. Per arrivare alla grotta bisogna scendere una scala a chiocciola parecchio lunga. Di per sé la grotta non è particolarmente ampia, ma è sapientemente illuminata da fari che cambiano colore, facendo mutare le ombre sulle pareti. Si esce direttamente ai piedi della collina e qui si erge una scultura moderna a ricordo del drago che infestava la zona. La particolarità di questo metallico drago imbizzarrito è che ogni 5 minuti circa sputa una vera fiammata.

Ormai non era rimasto molto tempo, quindi abbiamo mangiato un ultimo boccone tipico nei dintorni del castello e ce ne siamo tornati in hotel per recuperare i bagagli. Dalla nostra pensione poi siamo arrivati direttamente a piedi alla stazione centrale per prendere il treno regionale che portava dritto in aeroporto. (costo per la tratta di sola andata 8 Pln = 1.84 €). Consiglio a chi sceglie questo mezzo come transfer aeroportuale, di arrivare con un  certo anticipo a meno che non sia pratico della stazione: c’è un ala totalmente nuova e tra raggiungere la biglietteria e, da lì arrivare al binario giusto, c’è voluto un pochino perché nn sempre le indicazioni erano chiare. Questo senza considerare la fila in biglietteria perché le casse automatiche non accettano carte di credito e noi avevamo finito gli Zloti.

Traendo le conclusioni posso dire di essere rimasta ampiamente soddisfatta di questa destinazione: scelta solo per il costo del volo particolarmente economico si è rivelata essere una piacevole cittadina molto viva e giovane con un bel mix di cultura e tradizione che permea tutto il centro storico. Coronamento della visita le due escursioni che sono praticamente dei must per chi visita la zona e che, in effetti, sono da considerarsi davvero imperdibili.

(Per le foto più belle del viaggio vedi ‘Foto & Video’)

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