Amsterdam

06/09 Aprile 2016

(Per chi ha fretta di leggere tutto, veda direttamente i ‘tips’ in “Idee e Consigli”)

L’idea di quest’anno è stata diversa dal solito. Dovendo andare ad Aruba per un soggiorno mare ed avendo trovato il volo con KLM, ho deciso di fare un bello stop-over ad Amsterdam, soprattutto perché, essendo in aprile avremmo avuto la possibilità di visitare il Keukenhof, il parco di fiori da bulbo più grande del mondo.

Il volo di per sé non è costato tanto, se si considera che si trattava di un intercontinentale. Tratta Bologna-Amsterdam-Aruba-Bologna per 645.00 € a testa tasse incluse.

Ho deciso di cercare l’hotel con molto anticipo in quanto i prezzi in Olanda sono decisamente alti. Penso di aver trovato la combinazione migliore nel rapporto posizione/prezzo: l’Hans Brinker Hostel, in pieno centro a 30.00 € a persona a notte con la colazione

(Per la recensione dell’hotel vedi la sezione ‘Hotel, B&B &Co.’)

Avevo stimato 3 giorni pieni per visitare la città e fare l’escursione al parco, dato che il volo partiva presto e saremmo dovuti arrivare alle 08.30 del mattino.

Ma dato che, col senno di poi ho capito che, questo viaggio non s’aveva da fare, la sera prima della partenza mi è arrivato un sms dalla compagnia che mi dava il volo come cancellato…niente panico. Dato che solo verso le 3 del mattino mi hanno confermato che la riprotezione era su un volo delle 1700 che mi avrebbe fatto arrivare alle 19.30, perdendo così tutta la giornata, ho deciso di andare cmq all’aeroporto di Bologna all’alba, per cercare una combinazione che mi facesse perdere meno tempo.

La fortuna sembrò volgere dalla mia parte, perché trovai posto su un volo che arrivava ad Amsterdam alle 13.00…..via Roma

Posso comunque confermare che con 2 giorni e mezzo a disposizione è possibile visitare bene la città e fare anche un’escursione.

MERCOLEDI’ 06 APRILE

I voli sono stati entrambi tranquilli e, grazie al cielo, in orario.

Una volta atterrata ho cercato il banco di Connexxion (www.schipholhotelshuttle.nl/nl), la compagnia che si occupa degli shuttle condivisi per il centro e che scarica di fronte al proprio hotel (o nel mio caso, di fronte a quello di fianco, perché l’ostello non era in elenco). Avevo cercato di prenotare online perché costava qualcosina meno, ma pur sapendo quale hotel indicare, non sono riuscita e ho dovuto farlo sul posto (nella sezione ‘Idee, consigli e Highlights’ c’è la spiegazione di come prenotare correttamente da casa)

L’aeroporto è a circa 15 Km dal centro e gli shuttle partono circa ogni 15 minuti. Alle 14.00 ero in Ostello, lascio velocemente le valigie in camera e mi lancio nel reticolo di canali verso Piazza Dam.

Il tempo non era dei migliori e ne approfitto per acquistare un poncho da tipica turista con la scritta ‘Amsterdam XXX’. Avevo prenotato una deIMG_0092gustazione di formaggio gouda presso la Old Amsterdam Cheese store per le 16.00 e, stravolgendo un po’ l’itinerario che avevo previsto dalle 10.00 di quella mattina, decido di dirigermi all’Amstelkring Museum o Museo della Chiesa nascosta (Lunedi – Sabato 10:00 – 17:00 / Domenica e festivi 13:00 – 17:00. Audioguide incluse). E’ uno dei monumenti più particolari della città: si tratta dell’antica residenza di un mercante che ospita, nel sottotetto, anziché il magazzino per le sue merci, una chiesa cattolica. E’ l’unica rimasta esistente, ma pare fosse diffusa questa usanza per evitare le ripercussioni dei protestanti che, nel’600, spadroneggiavano nelle Fiandre a scapito dei cristiani cattolici. Gli ambienti della casa sono molto curati e ben tenuti: nelle cucine si possono ancora ammirare le pareti decorate da ceramiche di Delft e diversi suppellettili, nonché le alcove tipiche dell’epoca che trasformavano la sala comune in camera da letto. La chiesa all’ultimo piano poi è sorprendentemente grande: oltre all’altare con tanto di organo e sufficiente spazio per i bachi dei fedeli, ospita anche una piccola cappella dedicata alla madonna, la sacrestia e il confessionale….non si sono fatti mancare nulla !

Dato che era il primo museo visitato ho colto l’occasione per acquistare la Amsterdam Museum Card: una tessera valida un anno che permette l’ingresso a numerosi musei e monumenti di Amsterdam e dei dintorni. Ha il costo di 59.90 €, ma se considerate che anche le chiese hanno tariffe di ingresso tra gli 8 e i 12 Euro, si fa molto presto ad ammortizzarli! Non è preacquistabile e si può comprare alla biglietteria del  primo monumento visitato

Erano le 16.00 quando sono uscita dal museo, una breve corsa e sono arrivata all’Old Amsterdam Cheese store. Peccato che, come mi hanno detto loro “per gli italiani 15 minuti di ritardo non sono niente, ma in Olanda le cose sono diverse” e sono rimasta con un palmo di naso.

Mi reinoltro neIMG_0095l quartiere a luci rosse per raggiungere la Oudekerk o chiesa vecchia (Lunedi/Sabato dalle 10 alle 18 – Domenica dalle 13 alle 17.30). E’ il cuore del quartiere: attorno ad essa si trovano numerose vetrine con le tipiche luci rosse che indicano la presenza di ‘donnine in mostra’, e di fronte troviamo anche una piccola statuina a memoria del mestiere più vecchio del mondo. La chiesa è dedicata a San Nicola, patrono della città e dei marinai. Questo spiega la presenza così fitta di prostitute nella zona che attendevano i marinai appena sbarcati che si recavano per un ringraziamento in chiesa. E proprio ad una nave fa pensare l’interno della chiesa che sfoggia un’incredibile volta in legno che ricorda la chiglia di una barca.

ErIMG_0103ano ormai le 17.00 e, come in tutti i paesi del nord Europa, tutte i musei e i monumenti stavano chiudendo. Non restava che fare un salto al Museo del sesso, che, invece, restava aperto fino alle 23.00. 5 piani di museo che esaltano il sesso in tutte le sue forme e sotto ogni aspetto. Vi si trovano fotografie pornografiche d’epoca, falli giganteschi, strani macchinari erotici e un memorabilia di attori e star che, negli anni sono stati sex symbol al cinema. Persino le toilettes  erano a tema e i water erano a forma di orchidea (!)

Dopo un’altIMG_0114ra passeggiata nel quartiere a luci rosse entrando ora in quel sexy shop, ora in quel coffee shop, mi dirigo verso la cintura dei canali più esterna dove si trovava l’ostello, ma soprattutto la cena ! Ho pensato bene di fare come nel mio ultimo viaggio a New York e di prenotare 2 cene tramite il Groupon olandese per poterci permettere qualcosa di più costoso rispetto ad un panino a prezzi abbordabili. Ho optato per due ristoranti etnici dato che la cucina olandese non brilla per originalità e gusto…la cosa più olandese che si può mangiare è un piatto indonesiano diventato tipico grazie alle colonie. Quella sera quindi, ristorante messicano: prezzo ridicolo per un buon menu e tequila boom boom. Alle 22 ero già in camera perché la giornata era stata decisamente pesante…peccato che fossi probabilmente l’unica nell’ostello che voleva dormire !

(per le recensioni sui ristoranti vedi la sezione ‘cucina e sapori’)

 

GIOVEDI’ 07 APRILE

Oggi avevo deciso di dedicare la giornata ai musei. Dopo colazione mi sono spostata verso il Rijksmuseum (tutti i giorni 09/17) che si trovava ad un tiro di schioppo dall’osIMG_0132tello. Apriva alle 09, così ho avuto un po’ di tempo per una passeggiata sul Museumplein, questo spiazzo enorme che ospita, oltre ad una fontana, la scritta in 3D a lettere cubitali ‘IAMsterdam’, la sigla dell’ufficio del turismo locale. Ammetto che se non avessi avuto la Museum Kard non avrei visitato questo Museo: è vero che è forse il museo più importante al mondo per la pittura fiamminga, ma è altrettanto vero che non vado pazza per questa corrente e il biglietIMG_0145to di 17.00 € mi sembrava un po’ troppo elevato. Se non altro l’audioguida era inclusa. La mia curiosità era quella di vedere soprattutto la famosa Ronda di Notte di Rembrandt e le opere di Vermeer (anche se la celebre ragazza col turbante più conosciuta come ragazza con l’orecchino di perla è in un museo dell’Aia). Ho quindi fatto un giro abbastanza rapido dato che l’esposizione è concepita in ordine cronologico, soprattutto opere medievali e rinascimentali, soffermandomi forse più sull’architettura del palazzo che, al primo piano, è davvero imponente e ricco di decori (è lo stesso architetto della stazione….un altro fantastico esempio di architettura neogotica), che sui dipinti. L’esposizione è ben congegnata e ho trovato fantastico il fatto che oltre al guardaroba disponessero di armadietti con prese di corrente dove poter riporre il cellulare e farlo ricaricare.

Prima di proseguire con la visita dei musei, avevo preso appuntamento per la visita alla ditta dei Coster Diamonds. (http://costerdiamonds.com/) I Paesi Bassi sono famosi per il taglio dei diamanti e qui ci hanno illustrato come la pietra grezza venga prima tagliata in un prisma romboidale e poi minuziosamente affinata, angolo per angolo fino ad un minimo di 57 faccette che indicano il taglio classico del brillante (più sfaccettature ci sono, più la brillantezza è alta). Quello che mi ha stupito, nell’osservare poi una serie di pietre in confronto tra loro, è che possono essere davvero minuscoli, ma il loro valore viene giudicato solo in base alla grandezza, mentre la manodopera del poveraccio che ha perso la vista su pietre grosse come granelli di sabbia non viene del tutto considerata.

Ho speso l’ultima parte della mattinata all’interno del Museo Van Gogh (9:00-17:00, venerdì 9:00-22:00) Anche in questo caso il biglietto sarebbe stato di 17.00 € (audioguida inclusa), ma forse ne valeva un po’ più la pena. In ogni caso per me era inclusa nella Museum kard. La fila qui era già lunghina perché anche con la tessera era comunque necessario passare dalla biglietteria per farsi stampare un tkt a costo zero. L’esposizione è  organizzata sia in modo cronologico che tematico, perché si apre al primo piano con una sala interamente dedicata ai celebri autoritratti. La vita dell’artista viene toccata sotto ogni aspetto: dalle lettere al fratello, all’amicizia con altri grandi artisti come Gaugin, di cui si trovano un paio di opere minori per un confronto diretto. Sono esposte più opere della giovinezza che della maturità, che sono quelle più celebri e in cui la sua tecnica spicca di più. Devo ammettere che forse le opere più belle sono state prese da altri musei come il Moma di new York o il museo d’Orsay di Parigi.

IMG_0153Dopo una breve sosta pranzo, proseguo le visite con la casa di Rembrandt (Tutti i giorni dalle 10:00 alle 17:00). Ok…ho detto che non vado matta per i pittori fiamminghi, ma sono invece molto appassionata di storia e visitare queste case, con un po’ di fortuna permette di entrare in contatto con ambienti ed oggetti che rievocano la reale vita quotidiana di una data epoca. In questo caso, ad esempio sono state ricreate riproduzioni dei locali abbastanza fedeli e, di notevole interesse, è non solo l’atelier degli allievi dell’artista nel sottotetto, ma anche il suo studio privato dove Rembrandt collezionava opere di arte antica ed esemplari di piante e d animali. Oltre a questo sono presenti alcuni dipinti e molte acqueforti e, ogni mezz’ora, si può assistere ad una dimostrazione pratica di come il pittore stampava le sue incisioni…davvero interessante !

Il mio programma prevedeva di terminare il pomeriggio visitando la casa di Anna Frank che si trovava dall’altro latIMG_0146o della città. Nella passeggiata di trasferimento, mi sono fermata per una breve visita al Begijinhof, un piccolo, potrei definirlo ‘residence’ destinato alle beghine, cioè alle donne vedove o non sposate di fede cristiana che, anche se laiche, si dedicavano ad opere di carità vivendo nella castità. Si tratta di angolo di quiete nel crocevia delle strade principali del centro dove oltre alle residenze (tutt’ora abitate) sorge la chiesa inglese e la chiesa segreta delle beghine che aveva la stessa funzione di quella dell’Amstelkring.

Giunti nella parte ovest della cintura dei canali mi reco alla Casa di Anna Frank (dalle 9.00 alle 21.00 (il sabato fino alle ore 22.00). Ora: la cosa positiva è che è forse l’unico museo (insieme a quello del sesso) che chiude dopo le 17.00, la cosa negativa è che a qualsiasi ora c’è una fila incredibile, quindi consiglio di prenotarla in anticipo per evitare code (questo però non permette poi di usufruire della Museum Kard perché il biglietto va pre-acquistato). In realtà la fila era anche abbastanza scorrevole e, durante l’attesa, venivano distribuite brochures informative nella propria lingua. La visita all’interno è libera; il percorso è organizzato molto bene: gli ambienti della casa sono spogli, così come ha voluto Otto Frank quando ha trasformato l’abitazione in museo negli anni ‘60, ma arricchiti da testimonianze video e stralci del diario di Anna scritti sulle pareti. L’appartamento segreto mostra quanto difficile doveva essere stata la vita di quelle famiglie negli anni di ‘reclusione’. Al termine del percorso, si trovano esposti diversi quaderni e bloc notes dove Anna aveva continuato ad appuntare i ricordi, una volta terminato il diario.

Finita la visita, era ormai ora di cena (le 19.00, ma per essere in Olanda era già tardi), quindi mi sposto nel quartiere dell’ostello per sperimentare la seconda offerta di Groupon: un ristorante Argentino che serviva un ricchissimo menu e poi subito a nanna (si fa per dire)

VENERDI’ 08 APRILE

IMG_0183Sveglia presto questa mattina, per prendere l’autobus in direzione di Lisse per la visita del Keukenhof. Causa lavori in corso scopro che la fermata era stata spostata da Leidseplein di fronte all’hotel Marriott al di là del canale. Avevo pre-acquistato i biglietti per il parco online, inclusivi del trasferimento in autobus dal centro città per 29.00 € a testa (www.keukenhof.nl). Il percorso prevedeva il viaggio su due autobus differenti: prima il 197 dal centro di Amsterdam a Schipol, poi l’858 (o Keukenhof Express) dall’Aeroporto (la fermata si individua facilmente dato che avevano posizionato un tulipano gigante di fronte alla biglietteria) a Lisse. I tempi di attesa sono stati relativamente brevi. Il tragitto è durato circa 1 ora e mezza con le attese: dalle 07.50, siamo arrivati verso le 09.20 al Parco. L’ingresso al solo parco ha un costo di 16.00 €  (aperto tutti i giorni solo per poco più di un mese all’anno 08.00/20.00). La visita al parco è libera e per girarlo tutto con calma consiglio dalle 2 alle 2 ore e mezza. Si percorrono sentierini asfaltati che costeggiano aiuole cariche di fiori da bulbo come narcisi, gladioli, crochi e, ovviamente, tulipani. Purtroppo la prima settimana di Aprile, per quanto il parco fosse aperto già da 15 giorni, non è stata una scelta fortunata, perché proprio i tulipani erano ancora in boccio e le aiuole risultavano ampiamente verdi, in attesa di esplosioni di colori rossi, rosa e gialli che il brutto tempo delle settimane precedenti aveva ritardato. Nel parco ci sono poi una serie IMG_0188di padiglioni tematici che espongono fiori coltivati in serra. Qui,  mi è stato possibile visitare l’esposizione di tulipani più grande del mondo, dove si potevano trovare tutte le qualità e le sfumature esistenti di questa tipologia. Nel lato nord est del parco poi si trova anche un mulino a vento, riadattato come torre panoramica per i visitatori. C’era infine la possibilità di fare un giretto in barca sul canale con un biglietto aggiuntivo. Ho evitato: turista sì…ma fino ad un certo punto !!!

Per le 13.00 ero di rientro in città. Decido di sperimentare come ultimo pranzo la cucina indonesiana che è considerata tipica qui e trovo un ristorantino dietro il palazzo reale.

IMG_0194Già che ci sono, dato che mi resta ancora l’intero pomeriggio, decido di fare un salto all’interno del Palazzo Reale, già Municipio e già residenza di Luigi Napoleone (11.00/17.00 – chiuso in caso di eventi particolari) vale la pena di visitarlo soprattutto per la sala dei mappamondi, dove due enormi planisferi in marmo intarsiato decorano il pavimento della sala principale e un’enorme statua di Atlante troneggia su una delle porte (statua che ritroviamo anche sul tetto del palazzo nel retro dell’edificio). Altra sala di notevole fattura è il vecchio tribunale: interamente in marmo bianco ricorda al condannato la sua sorte grazie a degli altorilievi molto dettagliati. Per il resto è un susseguirsi di sale per riunioni e gabinetti tutti molto simili tra loro. Alla lunga anche l’audioguida diventa noiosa.

IMG_0202Torno verso la zona del mio ostello passando per il mercato dei fiori e, dopo una breve pausa, proseguo le visite con la Casa Museo Van Loon (tutti i giorni dalle 11.00 alle 17.00, chiuso il mercoledì). Si tratta di una meravigliosa residenza privata, tutt’ora di proprietà della famiglia Van Loon interamente arredata che permette di capire come le strette facciate sui canali nei quartieri più ricchi (si trova in Keizergracht) nascondano a volte residenze di lusso (dipinti, mobili e porcellane sono tutte originali) e giardini curati con siepi e fontane. La casa dispone inoltre di una dependance (un tempo residenza della servitù) che oggi espone una collezione di slitte e carrozze.

Erano ormai le 17.30 e avevo appuntamento per la visita alla House of Bols (aperto tutti i giorni dalle 12.00 alle 18.00, il venerdì fino alle 22.00. Chiuso il martedì – www.houseofbols.com). Si tratta della più antica distilleria d’Europa; casa Bols produce liquori da metà XVI secolo.IMG_0206 L’esposizione è un tour sensoriale che catapulta nel mondo delle distillazioni: dalle materie prime, alle essenze, tutte sperimentabili grazie a dispenser di profumazioni, fino all’assaggio vero e proprio. Al termine del tour infatti è possibile scegliere, a seconda dei propri gusti personali, il cocktail ideale da farsi poi preparare al Mirror Bar (e che si può bissare per 5 euro). Qui si produce il Genever, il liquore tipico di Amsterdam con una tradizione secolare. Il tour dura in tutto circa 1h30’.

Al termine mi sposto verso i canali perché avevo la crociera serale prenotata per le 20.00. Dopo aver mangiato un piatto veloce (ho tentato il classico hard Rock cafè, ma essendo venerdì era pienissimo), vado agli imbarchi della Blue Boat Company (www.blueboat.nl). E’ una compagnia di navigazione che organizza tour sui canali a tutte le ore del giorno, con o senza pasto e persino tematiche. Avevo scelto quella serale per avIMG_0210ere una visione dei canali diversa rispetto alle mie visite diurne e che difficilmente avrei visto a piedi dato che alle 22.00 ero sempre morta nel letto. Acquistando la crociera on line avevo speso 17.50  €. Il biglietto includeva il tour di 1 ora e mezza e un soft drink (che nel mio caso fu una cioccolata calda perché col vento che c’era si gelava davvero). Per fortuna, proprio a causa del vento, tutti i battelli che effettuano tour dei canali sono coperti. Il giro parte di fronte all’Hard Rock cafè e si addentra nella parte vecchia del centro, passando lungo i larghi canali dei quartieri più ricchi, attraversando l’affascinante quartiere a luci rosse lungo stretti corsi d’acqua dove i bordi del battello toccavano le pareti, fino a superare la stazione e a trovarsi nella zonadel porto da cui si può osservare in lontananza il museo della navigazione e il NEMO, il museo di scienza e tecnica progettato da Renzo Piano che tanto sembra la prua di una nave arrugginita. In aprile poi il sole va giù più tardi rispetto all’Italia e si può godere della vista della città che si illumina pian piano.

Si torna a terra per le 21.30. Il giorno dopo sarei dovuta partire per Aruba, ma una serie di sfortunati eventi mi ha ricondotta in Italia.

La mattina successiva ci siamo fatti trovare 15 minuti prima dell’appuntamento, davanti all’hotel che Connexxions ci aveva indicato. Il minibus è arrivato puntuale e alle 07.00 eravamo in aeroporto. Peccato che il primo volo per rientrare sarebbe stato alle 20.00…che dire: mi sono fatta un tour approfondito dell’aeroporto di Schiphol !!!

 

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