Creta

15/22 Giugno 2013

(Per chi ha fretta di leggere tutto, veda direttamente i ‘tips’ in “Idee e Consigli”)

Nonostante fossi già stata in Grecia altre 3 volte, la scelta di quest’anno è ricaduta su Creta per diversi motivi: 1. avevo la possibilità di prenotare un residence con scambio di multiproprietà ed avevo necessità di una metà di medio raggio; 2. il mio moroso non era mai stato in Grecia; 3. ho sempre desiderato visitare il Palazzo di Cnosso.

Ecco quindi che con 6 mesi di anticipo ci prendiamo un volo diretto Easy Jet da Malpensa. Orari discreti: andata pomeridiana, ma rientro serale a 164.00 € tasse incluse ai quali abbiamo aggiunto 40.00 € per un solo bagaglio imbarcato.

Come dicevo, la sistemazione è stata scelta tra una serie di residence con cui era possibile scambiare una settimana in multiproprietà che acquistai qualche anno fa. Si decide per il Villea Village a Makrygialos, sulla costa sud dell’isola: adatta per chi, per altro come noi, preferisce i posti tranquilli senza troppa ‘movida’

(per la recensione dell’hotel vai alla sezione ‘Alberghi, B&B and co.’)

SABATO 15

Partenza dall’Italia con 15 minuti di anticipo. Volo tranquillo con tempo splendido.  Arriviamo a destinazione ben 25 minuti prima! Cerchiamo quindi il nostro autonoleggio. Ora: essendo io turista-fai-da-te, ho prenotato tramite Kayak un’auto con formula roulette, cioè: mi avrebbero affidato al primo autonoleggio disponibile. Amiamo il rischio non c’e’ che dire. Dopotutto però abbiamo speso solo 130 € per un’auto mid-size per l’intera settimana.  La mail di conferma mi indicava di cercare la Olympic Rentals. Scena da Fantozzi: cominciamo a percorrere tutti gli uffici fighissimi delle varie Avis, Europcar, Alamo……finalmente, grazie anche alle indicazioni di un concorrente, troviamo il baracchino della Olympic rentals…alla bersagliera aleeee !!! Il gestore è molto cordiale, ci recupera subito la vettura (un programma di auto) e ci comunica che avrebbe addebitato sulla carta il primo pieno. Non è il massimo di solito in quanto viene sempre addebitato più di quanto vale effettivamente la benzina e poi c’e’ la difficoltà di riuscire a riportare l’auto al drop off col serbatoio vuoto.  Spiegati un paio di pulsanti dubbiosamente funzionanti (radio, aria condizionata, regolazione dei fari….) partiamo per la traversata dell’isola che ci porterà sulla costa sud. Circa 120 Km

Le strade principali sono molto buone, i greci invece sono pessimi autisti: la corsia di emergenza, tanto per fare un esempio, viene usata per i sorpassi (!). Anche la segnaletica a volte lascia a desiderare e non avendo dietro un navigatore, ma affidandoci ad una ormai si può dire preistorica cartina, a volte non è stato facile orientarsi.

Arriviamo a Makrygialos col buio. Procedura di check in molto rapida: alla reception sono gentili ed esaurienti. Ci informano subito che in quel periodo la spiaggia direttamente di fronte alla struttura è stata mangiata dal mare, quindi era necessario spostarsi a piedi o in auto di poche centinaia di metri. I diversi bar e ristoranti dispongono quasi tutti di ombrelloni e lettini utilizzabili al costo di una consumazione.

La nostra stanza è nel corpo centrale dell’albergo, davvero graziosa e…molto greca! Appoggiamo le valigie, e usciamo subito per una passeggiata e mangiare qualcosa. Per ora ci limitiamo alla taverna Toxani di fronte al residence che, comunque, non è niente male.

(per la recensione dei ristoranti vai alla sezione ‘Cucina e sapori’)

DOMENICA 16

Pur essendo in un mini appartamento, decidiamo di sfruttare la colazione dell’hotel: molto abbondante. Ci spIMG_0009ostiamo poi a piedi a non più di 500 metri. Decidiamo di sostare al Revan’s, uno dei tanti bar sulla spiaggia, sia per assaggiare il caffè greco, sia per usufruire di lettini dato che, come primo giorno, avevamo deciso di assestarci e rilassarci. La spiaggia è abbastanza stretta, ma, trattandosi di una baia, il mare è perennemente calmo. Essendo domenica, notiamo che sotto gli ombrelloni di fianco a noi ci sono più turisti locali che stranieri….esattamente come piace a noi! La giornata passa quindi così, finché il sole non sparisce dietro le colline.

Quella sera decidiamo di spostarci sempre a piedi fino alla zona del porto: il cuore della cittadina, costituito da due strade parallele e le relative laterali. I locali sono quasi esclusivamente sul mare. Ceniamo in uno di questi: il Pharos; poi a nanna dato che domani cominciano le escursioni vere e proprie.

LUNEDI’ 17

Oggi ci si dedica all’esplorazione della parte est dell’isola. Ci spostiamo a Sitia, 30 km a nord di Makrygialos. Le IMG_0014strade, per quanto in ottime condizioni fino adesso, sono sempre abbastanza montagnose dato che l’isola stessa  è quasi tutta a picco sul mare. Il paesino di Sitia, sulla costa nord, ci accoglie con una bella piazza affacciata sul porto.  Ovviamente, essendo lunedì, come in qualunque altro posto sulla terra, sono chiusi sia il museo archeologico che la fortezza.  (non imparo proprio mai eh ?). Questo non ci impedisce comunque di fare una bella passeggiata fino alle porte della fortezza, per avere un bel panorama della cittadina e del porto. Ridiscendiamo con calma a zig zag tra le stradine del centro. A occhio e croce i ristoranti hanno prezzi un po’ più alti rispetto a quelli dove alloggiamo noi.

Proseguiamo dunque lungo la costa verso est per visitare il monastero di Toplou (per fortuna aperto di IMG_0022lunedì – ingresso: 03,00 €): chiesa e museo sono praticamente nello stesso edificio, in quanto tutto racchiuso da mura, nonché protetto da un cannone….un monastero-fortino insomma. Il museo, espone oggetti che fanno parte del ‘tesoro’ della chiesetta e non presenta reperti di particolare interesse se non un paio di pianeti (quelli dei sacerdoti); si tratta più che altro di stampe.  Ciò che invece è bella è la struttura all’interno del quale è allestito: insieme alla chiesa presenta aree delle pareti che, seppur annerite dal fumo delle candele, lasciano intravedere resti di affreschi che, anche se molto rovinati, contribuiscono a creare un’atmosfera di pace e raccoglimento. Delizioso il cortile col micro-portico rallegrato da piante esotiche e fiori (tra l’altro unica parte fotografabile, in quanto è vietato nelle zone interne). Di fronte al monastero c’è un’altra piccola chiesetta che abbiamo però trovato chiusa, mentre vale la pena di dare un’aocchiata all’interno del vecchio mulino nei pressi del parcheggio che conserva ancora una parte del meccanismo che collegava le pale alla macina.

Il nostro viaggio prosegue fino alla costa est e, da qui, scendiamo ancora una ventina di chilometri per giungere a Kato Zakros. Sembra di essere ai confini del mondo: la strada, decisamente tortuosa, sembra non finire mai. Prima di dedicarci al relax, effettuiamo l’ultima visita all’area archeologica che dovrebbe ospitare i resti di uno dei quattro palazzi minoici dell’Isola (08-18. Ingresso: 03.00 €). All’ingresso si viene forniti di un alquanto ridotto depliant in greco ed in inglese che parla non solo dell’area di Kato Zakros, ma di tutte le zone archeologiche di quella regione. Ci sono anche sporadiche indicazioni di un ipotetico percorso da seguire grazie a dei cartelli che compaiono ogni tanto tra le rovine.  Forse, visitarlo dopo aver visto Cnosso o uno degli altri palazzi, permetterebbe di capire almeno la struttura, simile in tutti e 4: la sala centrale, la zona per il culto (si distingue giusto una vasca per abluzioni perché è una delle poche cose indicate), la parte deidcata alle botteghe e magazzini. Ok, diciamocelo: lascia a desiderare e direi che non vale nemmeno i 03,00 € dell’ingresso.

Sostiamo quindi per il pranzo presso uno dei 3 ristoranti sulla spiaggia, l’Akrogiali e ci fermiamo per il resto del pomeriggio in relax sui loro lettini. E’ una spiaggia di ciottoli, ma non richiede l’utilizzo di sandali o scarpette per fare il bagno.

Rientriamo abbastanza tardi e decidiamo di fermarci a cena prima di tornare al residence, in un ristorante poco sopra Makrygialos, la Dragon’s Cave, dove, a parte l’incessante corrente di aria fredda, c’era uno splendido panorama della nostra zona.

MARTEDI’ 18

Quel giorno era necessario fare un’escursione non troppo lunga, perché alle 18.00 avevamo prenotatIMG_0035o una degustazione di vini locali in hotel. Ci spostiamo quindi ad Agios Nikolaos: meta super turisticizzata. Primo posto in cui troviamo i parcheggi a pagamento (non eccesivi: 2 ore per 03,00 €, ma giornata intera per 04,00 €). In centro, oltre ai negozi di souvenir, si trovano anche boutique di grandi firme come Bulgari o Gucci. Vale comunque la pena di farci un salto per vedere il laghetto di Volumni: piccolo lago naturale che è stato collegato al porto tramite un canale e su cui si affacciano alcuni localini  da un lato (sempre turistici eh ? di tipico c’è ben poco), mentre il fondo è chiuso da una parete rocciosa. Tipicamente greco invece il museo archeologico, che abbiamo cercato seguendo le indicazioni della guida e degli abitanti locali, arrampicandoci fino alla sommità di una stradina per scoprire che: era chiuso per restauro fino a data da destinarsi….non dico della guida ovviamente che era pur di qualche anno precedente, ma possibile che gli abitanti del posto lo ignorassero? Da questo ho capito che i turisti difficilmente vanno ad Agios Nikolaos per la cultura….

Recuperiamo dunque la nostra auto, con non poche difficoltà dato che 1) il parcheggiatore aveva pensato bene di bloccarla facendo parcheggiare un’altra auto dietro la nostra e di cui non aveva le chiavi (!), e 2) la viabilità della città è alquanto dubbia tanto che si trovano cartelli con scritto ‘exit’….dal centro storico ! Ci spostiamo di una decina di chilometri per visitare la chiesetta di Panagia Kera (08.30 – 15.00; chiuso il lunedì – ingresso: 03.00 € – foto vietate all’interno). Si tratta di una piccolissima chiesa bizantina (considerata una delle più importanti della zona, più probabilmente dell’isola). Ha 3 navate ed è completamente affrescata, anche se la struttura è antecedente rispetto ad essi (costruita nel 1200 circa, è stata poi decorata nei 2 secoli successivi). Si sono mantenuti molto bene ed hanno subito un restauro recente. Da notare l’affresco nella navata di sinistra in cui, oltre ai santi, vengono ritratti i committenti dell’opera di cui si può notare l’abbigliamento tipico della zona in periodo medievale.

Da lì, poco più di un chilometro oltre, si trova il villaggio di Kritsa, borgo di circa 2500 abitanti, prettamente turiIMG_0049stico. Famoso per i merletti e i lavori ad uncinetto delle donne del posto. Mi ha ricordato tantissimo il paese di Lefkara a Cipro. Si alternano quindi ai negozi di souvenir, innumerevoli  botteghe che espongono dai centrini alle tovaglie e dove le vecchiette locali cercano di attirare all’interno i clienti per vendere il frutto della loro opera che, per altro, aveva prezzi abbastanza modici. Una passeggiata lungo la via principale e l’acquisto di qualche regalino per chi era a casa e ci si rimette in marcia.

Si torna sui nostri passi fermandoci per la visita del sito archeologico di Gournia (08.30 – 15.00; chiuso il lunedì – ingresso: 02.00 €). Piacevole sorpresa, dato che secondo la guida doveva essere meno interessante del sito di Kato Zakros, e che si è rivelato invece molto più ricco di cose da vedere o comunque meglio indicate. Se non altro qui si poteva capire la struttura degli edifici e la loro dislocazione; ci sono ancora parti di strade intatte e, verso il margine dell’area, dalla parte della costa si può ancora riconoscere quello che poteva essere un altare di culto ed un paio di tombe.

L’idea era quindi di fermarci sulla spiaggia di Mohlos (piccolo villaggio tra Agios Nikolaos e Sitia). Scendendo lungo la costa però ci siamo resi conto che non esisteva una spiaggia vera e propria, ma uno strettissimo lembo di sabbia e una gettata di cemento che poteva essere usato come solarium. Complice l’ustione del giorno precedente, decidiamo di passare. Ci fermiamo solo a pranzo presso la Taverna Ta Koxilia. Con un po’ più di tempo sarebbe stato possibile fare un salto sull’isola di fronte alla spiaggia, dove dovrebbe esserci un piccolo sito archeologico, tutt’oggi sede di scavi, o fare un’escursione a dorso d’asino: avevo trovato questo sito www.mochlos-donkeys.net e avevo anche scritto una mail prima di partire chiedendo informazioni…..il nulla. In paese ho visto solo una cartello di legno scritto a mano che indicava i donkey tours, ma abbiamo finito di pranzare abbastanza tardi quindi non ho potuto mettermi alla ricerca della sede. Ahimè.

Rientriamo quindi in hotel in tempo per effettuare la degustazione di vini allestita nel bar a bordo piscina. Siamo rimasti molto soddisfatti: 10.00 € per degustare 5 vini (4 cretesi e 1 greco della zona nord). Per gli amanti della cosa consiglio l’acquisto del vino rosso Scalani prodotto dalla cantina Boutari, nella zona di Cnosso. Anche questa sera ceniamo sul porticciolo di Makrygialos al Makri Place.

MERCOLEDI’ 19

Saltiamo la colazione. Oggi si parte presto perché dobbiamo fare un bel po’ di chilometri. Prima tappa Malìa (8IMG_00685 km, ma 1 ora e mezza di tragitto data la strada tortuosa). Visitiamo le rovine del palazzo (08.30 – 1700 – chiuso il lunedì – Ingresso: 04.00 €) Ci fermiamo 10 minuti a fare colazione presso il piccolo bar accanto alla biglietteria: ma quanto sono buone le spremute fatte con le arance del posto!! Assolutamente da provare. I resti del palazzo sono molto ben conservati. Con l’aiuto della nostra guida siamo riusciti a chiarirci un’idea di come doveva essere la planimetria almeno della parte centrale del palazzo. Interessante il piccolo altare di offerte votive che si trova vicino alla loggia. Tutto quello che rimane invece dell’antica cittadina di Malìa è tutt’ora in fase di scavo: si vedono quindi i vari ‘spot’ di ritrovamenti, coperti da impalcature come protezione dal sole e che, al momento, non sono ancora aperti al pubblico. Molto illuminante anche la ricostruzione sia della città che del palazzo all’interno di un piccolo edificio di fianco alla biglietteria.

Seconda tappa della mattina: il Palazzo di Cnosso (08.00 – 20.00 – Ingresso: 06.00 €). Ok, lo so, lo soIMG_0080 che ovunque viene consigliato di arrivare non più tardi dell’apertura per evitare le masse di turisti. In effetti è corretto. Siamo arrivati verso le 11.00: c’era una fila abbastanza corposa. Meno male che si è smaltita in una ventina di minuti. Decidiamo di visitarlo da soli senza avvalerci della guide che, all’ingresso, passata la biglietteria, si propongono in tutte le lingue per una visita di un’ora al prezzo di 10.00 € a testa. Sono rimasta abbastanza delusa. Sapevo che alcune parti erano state ricostruite e ridipinte per mostrare come doveva essere al tempo di Minosse. In realtà scopro che agli inizi del ‘900 è stato rimesso in piedi circa il 90% di quello che si visita oggi. Quindi, sì, in questo modo si capisce molto bene a cosa erano destinati i diversi ambienti, ma di originale non c’è più nulla, anche perché gli affreschi stessi sono stati staccati e portati al museo archeologico di Iraklio. L’unica cosa che pare essere originale è il trono e i gradini che portano alla vasca nella stessa sala: infatti non è possibile accedervi, ma è visibile solo attraverso un vetro. Nonostante tutto comunque, l’impatto scenografico rimane; quindi, sia per l’importanza storica del sito, che per l’aspetto scenico vale la pena visitarlo

Proseguiamo verso Zaros, l’idea era quella di mangiare lungo la strada…..pessima idea. Ci si inoltra nell’interno verso il Monte Ida: avevamo in mente di visitare il monastero di Agios Fanourios, perché, stando alla guida, conservava gli affreschi più belli e importanti di tutta l’isola……pessima idea n° 2. Sarà che avevo una guida del 2009, ma dopo 20 km di curve siamo arrivati e l’abbiamo trovata bella che chiusa! Decidiamo quindi di scendere direttamente lungo la costa senza fermarci a Zaros e quindi…senza pranzare.

Arriviamo verso le 15.30 a Matala e decidiamo di trascorrere il pomeriggio su questa spiaggia. Abbiamo bypaIMG_0093ssato Festos, dato che avevamo già alle spalle ben 4 siti archeologici, ma per gli appassionati è consigliabile la visita dato che è il secondo delle 4 regge rinvenute dopo Cnosso. La spiaggia di Matala è l’unica che abbiamo trovato in stile ‘riminese’ attrezzata con più file di ombrelloni e tanto di bagnino. Qui non sono i locali a noleggiare i lettini previa consumazione: come in un vero bagno dell’adriatico, si pagano 06.00 € per il noleggio di ombrellone e 2 lettni. Trovo che tuttavia non guastasse il paesaggio: sulla destra della spiaggia si trova una scogliera erosa  da acqua e vento nei secoli in cui si aprono una serie di grotte e cavità, un tempo necropoli romana, ma famose per aver ospitato comunità di hippies negli anni ’70 e personalità come Cat Stevens o Bob Dylan. La seconda metà di giugno vede poi un festival animare le strade della cittadina. Si tratta di un festival anni ’70 e in tutto il paese è possibile ammirare una serie di murales pavimentali che rimandano ai concetti di ‘peace and love’ tipici della cultura hippy, nonché vecchi maggioloni riverniciati con fiori e arcobaleni sul cofano.

Per cena stasera seguiamo i consigli della nostra guida e ci dirigiamo pochi chilometri sopra Matala al Mystical View per goderci un tramonto in piena regola sorseggiando dell’ouzo che, sperimentato in quell’occasione, abbiamo decretato come imbevibile. Per chi vuol fare la stessa esperienza, consiglio però di restare a dormire in zona. Siamo rientrati col buio via Pirgos: 150km di scarsa illuminazione e curve (e scarsi fari nel nostro caso)…3 ore di viaggio. Non lo consiglio a nessuno !

GIOVEDI’ 20

E siamo arrivati alla giornata della traversata dell’isola. Anche in questo caso, se avete l’alloggio nella zona dove eravamo noi, o comunque a est di Iraklio, cercate di dormire una notte fuori: sia per la distanza da percorrere 2 volte che diventa quasi di 500 km, sia perché in questo modo avreste la possibilità di visitare anche qualcosa d’altro sulla costa ovest, che invece noi abbiamo dovuto scartare per mancanza di tempo. Partiamo quindi verso le 07.30 alla volta di Chania (La Canea, in italiano), città di stampo veneziano, ex capitale dell’isola prima di Iraklio. Ben 3,5 ore di viaggio: la parte che dovrebbe essere di autostrada è un’ipotesi. Piccola sosta lungo la strada per mangiare qualcosa per colazione e non farsi mancare un’altra delle loro super spremute, e arrivo a Chania a metà mattina. E’ una città grande, più civilizzata del resto (ci sono diversi negozi di abbigliamento di catene internazionali), molto trafficata; ci infiliamo al primo parcheggio a pagamento coperto per raggiungere poi il porto a piedi.

Prima impressione del Porto Veneziano: decisamente da visitare. Gli edifici colorati hanno tutt’ora l’asIMG_0142petto che richiama le case veneziane sul Canal Grande. Si alternano senza sosta ristoranti di ogni tipo (e stavolta anche noi cediamo all’etnico e tra le mille taverne tipiche, scegliamo invece un localino che propone cucina messicana), negozi di souvenir e baracchini che propongono escursioni di ogni tipo: dal calesse, al tour nella barca col fondo di vetro. Peccato per la piccola moschea che, pur avendo mantenuto la struttura originale, adesso ospita una serie di negozietti.

Decidiamo di arrivare a piedi fino al faro: da lì dovrebbe esserci la visuale migliore per godere del porto a 360°. Per arrivarci è necessario compiere una vera e propria ‘circumnavigazione’ passando davanti a tutte le taverne, alle barche ormeggiate e alle vecchiette che vendono spugne naturali sulle stesse, per poi costeggiare i bastioni. Il faro è chiuso, ma la vista da lì è davvero l’angolazione migliore.

Dopo mangiato decidiamo di visitare il museo marittimo (09.00-16.00 – Ingresso: 03.00 €), allestita dentro quella che si potrebbe definire la ‘casa cantoniera del porto: l’ultimo edificio prima del mare aperto. L’esposizione è su 2 piani e si sviluppa cronologicamente. Al piano terra sono esposti per lo più modellini di imbarcazioni dalle più antiche fino al 1800. Al secondo piano invece troviamo esposti oggetti quasi tutti legati alla Seconda Guerra Mondiale, tra cui la sezione a grandezza naturale dell’abitacolo di un cacciatorpediniere. Informazioni discrete su pannelli in greco ed inglese.

Terminiamo la visita della città col quartiere più caratteristico: la città vecchia (o Topanas). Neanche a dirlIMG_0150o, atmosfera molto greca: strade piccole, balconi decorati (alcuni in stile veneziano, altri in stile turco) e, come sempre, tavernette e piccoli negozi che riempiono di colore ogni angolo. Una gioia per gli occhi. Terminiamo la visita prima di tornare alla macchina col mercato coperto, uno dei pochi a Creta. E’ una bella struttura classica a forma di croce, quindi con 4 ingressi. L’interno mi ha deluso un po’: mi aspettavo qualcosa tipo ‘la boqueria’ di Barcellona, in realtà sono fondamentalmente negozi di gastronomia che vendono prodotti tipici ai turisti, quindi niente di che.

Il viaggio di ritorno doveva prevedere una sosta al monastero di Arkadi, 20 km nell’entroterra di Rethimno, ma a quanto pare non sono fortunata coi monasteri e, stavolta, non siamo nemmeno riusciti a trovare la svolta giusta. Solo che dopo 3,5 ore di auto all’andata, 5 ore in giro e altre 2,5 ore di viaggio ad attenderci, abbiamo desistito. Arriviamo quindi a Ierapetra, con l’intenzione di comprare i biglietti per il traghetto che il giorno dopo ci avrebbe portato sull’isola di Krissi, ma niente da fare: alle 19.00 non c’è più nessuno e ci consigliano di tornare il giorno dopo per acquistarli direttamente prima dell’imbarco.

VENERDI’ 21

Ed eccomi di nuovo a Ierapetra facendo quello che volevo evitare: arrivare con un anticipo mostruoso sulla parIMG_0167tenza del traghetto per l’Isola di Krissi per evitare di fare le corse dato che non sapevo ancora dove si acquistava il biglietto, da dove si partiva, con quale traghetto, ecc. Scopriamo che sul lungomare, mescolati alle bancarelle, questa mattina ci sono diversi banchetti che vendono i biglietti (Andata e ritorno 20.00 € a testa). Acquistiamo alcuni souvenir in attesa della partenza che a giugno è abbastanza tardi: partenza alle 11.00 e rientro alle 16.00 (perché, a detta loro, più tardi si alza il vento e porta correnti avverse). Non è tanto ma o così…..o così.

Trovare l’imbarco è estremamente semplice. Non è necessario presentarsi con un determinato anticipo: si arriva e ci si imbarca. Il rientro invece non ci viene garantito con la stessa imbarcazione, ma non ci viene nemmeno detto quale potrebbe essere l’alternativa o se l’orario sarà effettivamente quello delle 16 o più tardi. E’ tutto un po’ garibaldino, o, per stare in tema….greco. La traversata dura circa 1 ora. Una volta sbarcati si è accolti da un ristorantino che propone pesce e carne alla brace e si segue un sentiero sabbioso per arrivare alla spiaggia.

Noi abbiamo preferito restare nella baia sulla parte di costa vicino all’attracco: meno sabbiosa della principale (che è esattamente di fronte alla costa cretese), ma di sicuro anche meno popolata.  Lettini e ombrelloni sono piuttosto cari: 10.00 € per 2 lettini + ombrellone, ma d’altronde qui non c’è concorrenza quindi… Ammetto che il sole picchiava talmente che 3 ore sono state più che sufficienti. Per pranzo un panino al volo per non perdere tempo (e probabilmente soldi) nell’unico ristorante già menzionato. Mi sarebbe piaciuto vedere un po’ tutta l’isola: non è grande (6 x 2 km) e pare ci fosse una chiesina e alcuni ruderi, ma non ho visto altre indicazioni se non per la spiaggia e nessuno (strano) che si proponesse per portarti a fare un giro. Di nuovo, qui i turisti non vengono per la cultura.

Rientriamo quindi col traghetto delle 16.30 e, dopo un’altra oretta di shopping, torniamo in hotel. Stasera sperimentiamo il ristorante Stratos: a detta di Tripadvisor, il migliore del paese.

SABATO 22

Ed eccoci arrivati all’ultimo giorno. Avendo il volo alla sera, abbiamo pensato bene di visitare Iraklio, così da essere già in loco poi per consegnare l’auto e prendere il volo di ritorno. Partiamo con tutta calma verso le 13.00. Trascorriamo la mattina in piscina e mangiamo qualcosa al bar dell’hotel.

Impieghiamo 1 ora e mezza per arrivare in centro e ci dirigiamo subito al museo archeologico (08.00–20.00 –IMG_0179 Ingresso 04.00 €. Possibilità di biglietto combinato museo + Cnosso a 10.00 € ). Scopriamo che è praticamente tutto chiuso per restauri: la cosa bella è che avrebbero dovuto inaugurarlo per il 2010…e siamo nel 2013, ah i tempi greci! La visita era quindi ridotta a 2 sale gratuite con reperti di epoca micenea, una sala al piano superiore dedicata agli affreschi di Cnosso ed una galleria a pagamento, che vedeva esposti tutti i manufatti più famosi a livello archeologico della zona (circa 500 reperti contro i 10.000 pezzi che il museo potrà esporre una volta terminato il restauro). Come a Cnosso, sono nuovamente rimasta un po’ basita per quanto riguarda gli affreschi: i famosi delfini, i portatori di vasi e il toro, sono comunque riproduzioni sulla base di minuscoli frammenti originali: sono questi ultimi che sono stati staccati dalle pareti del palazzo e portati al museo; il disegno completo è stato aggiunto solo per dare l’idea di come fosse in origine, ma di fatto, non si ha la certezza al 100% che fossero veramente così. La galleria a pagamento vede esposti il famoso disco di Festo (un misterioso oggetto con geroglifici incisi di dubbia provenienza, ma comunque parallelo al periodo minoico), la dea dei serpenti e la testa di toro utilizzata come ‘rython’ ….una specie di imbuto per travasare liquidi usato durante i rituali. Le spiegazioni sotto i reperti sono essenziali al limite dello scarso.

Dal museo ci portiamo in centro per una passeggiata e un gelato. Arriviamo nella piazza principale caratterizzaIMG_0185ta da una fontana a forma di fiore con una seconda vasca sorretta da leoni di pietra e, da qui, scendiamo verso una laterale meno trafficata per trovare posto in una graziosissima sala da the, che offre uno stupendo e cremosissimo frappé. Rientriamo al parcheggio attraverso la Odos 1866, strada caratterizzata (anche se non in quel momento) dal mercato della carne e dagli immancabili negozietti per turisti.

Riusciamo a riportare la macchina all’autonoleggio praticamente a secco. Arrivati al check in, dovendo imbarcare uno dei bagagli, mi viene chiesto di misurare il mio trolley. Ok, era pieno zeppo di oggettini acquistati durante la settimana, ma tutto sommato entrava nella gabbia di controllo. Dopo averlo misurato 3 volte ho perso la pazienza e ho detto alla ragazza del check in che non avrei comunque pagato la sovratassa per imbarcarlo, a meno che non mi fosse stato chiesto al gate (che, a sentire lei, mi sarebbe costato il doppio). Risultato? Al gate mi hanno sì chiesto di misurarlo, ma poi mi hanno fatto passare senza problemi. Non mi sento di accusare la compagnia aerea, penso che fosse una questione di rigidità del personale di terra. Per sicurezza comunque, appena rientrata in Italia, mi sono comprata un nuovo trolley cabin fit

Tirando le somme è stata una buona vacanza. Sarebbe stato ottimale soggiornare in almeno 3 punti diversi dell’isola, sia per risparmiare chilometri, sia per permetterci di vedere la parte ovest e sud ovest che ci è mancata totalmente. Forse però 7 giorni non sono sufficienti. Consiglio un tour di almeno 10 giorni. L’isola non si differenzia tanto dalle altre zone della Grecia che avevo già visto (Sporadi, Kos, Rodi, area continentale) e penso che per il turismo possa essere fatto ancora tanto in merito ad innovazioni semplici ma utili (indicazioni, spiegazioni nei siti ecc). Il mare di Creta è bello, ma non è un’isola che si può vivere solo sulla spiaggia: ha tanto da offrire a livello culturale e se ci fosse più interesse forse anche le autorità locali sarebbero incentivate ad apporre miglioramenti.

(per le foto più belle del viaggio, vedi “Foto & Video”)

One Response to “Creta”

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